Mario Negri - Istituto di Ricerche Farmacologiche

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Si tutela la salute anche per evitare più spese alla società

 

Tagli alla Sanità: la lezione americana

Corriere della Sera


26/10/2008

Spendiamo per la sanità meno di qualunque altro Paese d' Europa (di quelli industrializzati), ma i soldi non bastano. I piani del Governo per risparmiare prevedono di chiudere i piccoli Ospedali per sostituirli con servizi territoriali e, in secondo luogo, di finanziare gli ospedali con il contributo dei privati. «Negli ospedali pubblici ci saranno delle Unità gestite da privati», avrebbe detto Ferruccio Fazio al Festival della Salute di Viareggio. Chiudere i piccoli ospedali è giustissimo e lo si sarebbe dovuto fare da tempo. E' questione di numero di prestazioni. Al di sotto di una certa quota infatti non c' è garanzia di buone cure. Vale per la diagnostica e per la chirurgia anche quella apparentemente più banale e a maggior ragione vale per interventi che richiedono grande perizia. Gli ospedali piccoli vanno chiusi per dare a tutti la garanzia di buone cure. E se lo si facesse davvero in tutta Italia i soldi che il Governo oggi ha a disposizione per la sanità basterebbero e non ci sarebbe bisogno di ricorrere a fondi privati per finanziare i grandi ospedali. Ma il ministro Tremonti ha fatto sapere che ci sono grandi opere da realizzare e per farlo l' unica strada sembra proprio quella di ricorrere a fondi privati. Si comincerà dal «project financing» e, da quello che si capisce, da appalti esterni per attività anche mediche, laboratorio e radiologia per esempio. Poi ci saranno "unità private" negli Ospedali e si arriverà a pagare l' assistenza sanitaria con assicurazioni private. Negli Stati Uniti una scelta così è stata fatta più di 90 anni fa. «Project financing» prima, poi unità private negli ospedali fino ad arrivare a grandi catene di spedali del tutto privati. E nel ' 54 il presidente Dwight Eisenhower aprì quello che è davvero un libero mercato della salute alle assicurazioni private. Prima di decidere di intraprendere anche noi quella strada forse vale la pena di chiedersi cosa è successo là in tutti questi anni. Negli Stati Uniti c' era l' idea che privato in sanità equivale a buone cure ed efficienza. E' successo tutto il contrario. I costi -paragonati a quelli del Canada per esempio- sono altissimi e la qualità delle cure è peggiorata. Nel 2009 la spesa per la sanità arriverà a 2,5 milioni di dollari (14% del PIL, l' Italia spende il 7.7%). E chi paga? Per quasi 180 milioni di americani è l' assicurazione stipulata dal datore di lavoro. Quasi 20 milioni hanno un' assicurazione privata. Il governo paga per i poveri e i disabili, ma almeno 40 milioni non sono assicurati "abbastanza", altri 50 milioni, inclusi 9 milioni di bambini, non hanno accesso alle cure, incluse quelle più necessarie. Ci sono catene di Ospedali privati che promettono efficienza e qualità. Ma se si vanno a vedere i risultati è un disastro. Se si fa la dialisi nei centri "for profit", si muore di più (2500 morti di più all' anno) che nei centri "non profit". Così 8000 medici hanno chiesto al nuovo Presidente di adoperarsi per cambiare completamente il sistema. «È l' ammalato - hanno scritto - che deve prendere le decisioni sulla propria cura, insieme al suo medico. Non le assicurazioni o l' industria del farmaco, che decidono le cure a seconda di quello che gli conviene». E propongono che a pagare per tutte le cure sia una assicurazione governativa, NHI (National Health Insurance), e che sia per tutti e per tutte le età. I medici americani vogliono un prontuario farmaceutico (in Italia c' è già) da aggiornare continuamente «per non far spendere al governo soldi per farmaci e procedure la cui efficacia non è dimostrata, e che stabilisca che per farmaci uguali con prezzo diverso si rimborsi solo quello che costa meno». Se fosse davvero sola a pagare per tutte le cure, l' NHI potrebbe negoziare con l' industria del farmaco da una posizione di forza. Questo metodo, da solo, comporta enormi risparmi. E si potrebbero avviare programmi di prevenzione che alle assicurazioni e ai proprietari dei grandi Ospedali non interessano. L' assistenza agli ammalati tornerebbe ad essere un' attività dominata dalle conoscenze scientifiche, mentre adesso prima si guarda al tipo di assicurazione che uno ha, poi si decide cosa fare o addirittura se lo si possa curare o no. Ci sarebbe, in una parola, anche negli Stati Uniti il diritto alla salute. Chissà se i dottori americani ce la faranno. Probabilmente no, la posta in gioco è troppo alta, gli interessi da capogiro. In Italia un Sistema Sanitario Nazionale è stato istituto nel ' 78 e riformato nel ' 92 e ' 93, ed è proprio come lo vorrebbero oggi i dottori americani. Aveva ed ha delle pecche. Correggere i difetti si può. Cambiare per ripercorrere la strada che adesso tanti negli Stati Uniti vorrebbero abbandonare forse non conviene.

Giuseppe Remuzzi

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Ultimo aggiornamento: 23 maggio 2012 13.52.37 CEST