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Un'agenzia di ricerca per l'Italia
Il Sole 24 Ore
25-11-2008
Si terrà oggi alla Camera dei deputati un incontro tra ricercatori, rappresentanti delle Agenzie
europee per la ricerca, l'università, del Cnr, dell'Iit e dell'industria dal titolo "Ricerca, è ora
di cambiare", durante il quale il Gruppo 2003 - l'associazione che raccoglie dal 2004 i ricercatori
italiani più citati al mondo nella letteratura scientifica secondo gli elenchi messi a punto
dall'Institute for Scientific Information di Philadelfia - lancerà la proposta per l'Airs,
l'Agenzia italiana per la ricerca scientifica. Tra i firmatari della proposta Silvio Garattini,
Tommaso Maccacaro, Piera Mannuccio Mannucci, Alberto Mantovani, Luigi Nicolais, Giorgio Parisi e
Guido Tabellini.
Discuteranno la proposta Luciano Maiani, presidente del Cnr, Claudio Bordignon, del consiglio
scientifico dell'European research council, Pierre Glorieux, direttore dell'unità di ricerca
dell'Agence d'évaluation de la recherche et de l'enseignement supérieur, Alberto Sangiovanni
Vincentelli, direttore dell'Electrical Engineering and Computer Sciences College of engineering di
Berkeley, Enrico Decleva, rettore dell'Università Statale di Milano, Vittorio Grilli, presidente
dell'Istituto italiano di tecnologia, Sergio Dompé, presidente di Farmindustria, Ferruccio Fazio,
sottosegretario di Stato per il lavoro, la salute e le politiche sociali, Piero Sierra presidente
dell'Associazione italiana per la ricerca sul cancro e il deputato Walter Tocci.
Cambiare la rotta della ricerca in Italia. E' questo l'obiettivo che si pone il Gruppo 2003,
che sostiene che in fondo basterebbe poco per imprimere un forte cambiamento di rotta agli
interventi per la ricerca nel nostro Paese. Occorrono nuovi e decisi investimenti, lo hanno
riconosciuto esponenti di questo e dei passati Governi, ma l'intervento più urgente e di sicuro
effetto è quello relativo al modo in cui i progetti sono valutati e i fondi vengono spesi. Anziché
polverizzare i finanziamenti ed assegnarli senza peer-review - e in alcuni casi addirittura secondo
criteri personalistici - potrebbe essere finalmente seguito l'approccio che da tempo premia
all'estero le migliori università e i migliori centri di ricerca: quello fondato sul merito, sui
risultati - valutati con tempestività e obiettività - e sull'impiego di fondi per la ricerca che
siano certi ed erogati, nel tempo, con regolarità e affidabilità.
Già il senatore Ignazio Marino aveva lanciato un'iniziativa importante lo scorso anno, volta
all'impiego del
peer review per selezionare progetti di ricerca sottomessi da ricercatori sotto i
quarant'anni. I vincitori dei grants da 500mila euro sono stati annunciati il 21 novembre. E' un
esempio di iniziative che si possono prendere a livello parlamentare e perseguire facendo diventare
il
peer review e la valutazione seria e trasparente l'unico strumento di erogazione dei
finanziamenti pubblici. Il bando verrà ripetuto anche quest'anno per i fondi del ministero della
Salute (34 milioni) mentre sembra che si vogliano lasciar cadere i 48 milioni di competenza del
ministro Gelmini.
Oggi Silvio Garattini, a nome del gruppo 2003, proporrà di istituire l'Airs, Agenzia italiana
per la ricerca scientifica. Si tratta di contrapporre l'attuale sistema molto burocratizzato e
frammentato con una struttura capace di amministrare in modo agile e flessibile la ricerca
scientifica italiana nel suo insieme, stabilendo e incentivando adeguati rapporti con la ricerca
europea e internazionale. Pur non volendo entrare nei problemi di
governance, l'Airs deve essere una struttura che semplifica i rapporti fra le risorse
messe a disposizione dal Governo e tutti i soggetti che ne possono usufruire. Sana
competizione sulla qualità della ricerca, meritocrazie e affidabilità devono essere le parole
chiave su cui si regge la nuova Agenzia che dovrebbe essere realizzata con grande urgenza, date le
condizioni disastrose in cui versa la ricerca italiana.
In questo senso è chiaro che dovrebbero essere abolite, in modo graduale, tutte le leggi
speciali accumulatesi nel tempo che assegnano fondi a istituzioni di ricerca senza adeguati sistemi
di referaggio, che comunque dovrebbero passare attraverso l'Airs. In particolare è urgente attirare
i giovani nella ricerca scientifica garantendo un futuro a chi mostra adeguate capacità. La nuova
Agenzia deve permettere alle organizzazioni scientifiche di poter programmare con fiducia, avendo
certezze, sui tempi dei bandi di concorso, sulla disponibilità delle risorse, sulla continuità dei
programmi. E' importante che l'Airs non sia un'altra struttura che si aggiunge alle tante già
disponibili, ma sia un Ente di coordinamento e gestione ove far confluire, in un unico canale,
tutte le risorse disponibili a supporto della ricerca. L'attuazione di queste legittime ambizioni
della parte più attiva della comunità scientifica richiede una forte volontà politica orientata al
cambiamento.
"Il problema non è tanto disegnare una o più strutture che governino la valutazione e
l'erogazione dei finanziamenti alla Ricerca - sostiene Garattini - né, tanto meno, individuare
nuove metodologie. All'erstero ci sono numerosi ed efficaci modelli da imitare: si tratta di
importare in Italia "l'acqua calda". Ma questo è il punto più difficile, perché occorre scardinare
privilegi, burocrazie, clientelismo e rendere realmente indipendente la valutazione e l'erogazione
dei finanziamenti dai meccanismi dei ministeri e della Politica. A quest'ultima spetta invece, in
modo sovrano, il ruolo di dare gli indirizzi e identificare le risorse attribuibili alle varie aree
strategiche per la Ricerca del Paese".
Pier Mannuccio Mannucci, presidente pro-tempore del Gruppo 2003, sottolinea che "abbiamo
pensato di proporre uno strumento agile e snello che gestisca tutti i fondi della ricerca, oggi
sparsi in mille rivoli, attraverso il metodo usato da tempo all'estero: quello della
peer review che consiste in una valutazione del merito, anonima, terza e indipendente".
Aggiunge Maccacaro, presidente eletto del Gruppo 2003: "Il nostro Paese ha fino a oggi inteso la
meritocrazia in una logica "additiva", contando di poter dare ai bravi senza ridimensionare i meno
bravi. Così non può essere! Soprattutto oggi, nel contesto economico in cui viviamo e vivremo,
dobbiamo dimenticarci di poter solo distribuire, ma dobbiamo altresì pensare seriamente a come
ridistribuire le risorse: un salto culturale che da noi sembra una vera e propria rivoluzione".
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