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Disastro colposo inesistente
Il Sole 24 Ore Sanità
15-21 Luglio 2008
Occorre ricordare che:
- non esistono farmaci innocui. Tutti i farmaci a fronte di benefici danno luogo a reazioni
tossiche. Le autorità regolatorie hanno il compito di stabilire quando il rapporto benefici-rischi
è troppo spostato verso i rischi e può rappresentare un pericolo per la salute pubblica;
- dal 1995 la responsabilità per queste valutazioni, non è più a livello nazionale, ma è
concentrata a livello europeo presso la Agenzia europea per i prodotti medicinali (Emea). I 27
Paesi della Unione europea collaborano nella gestione dei prodotti farmaceutici, mettendo in comune
anche tutte le osservazioni riguardanti la tossicità dei farmaci;
- la letteratura scientifica internazionale richiama l'attenzione sulla grande difficoltà di
attribuire un rapporto di causa-effetto fra la somministrazione di un farmaco e un effetto tossico
a causa della presenza degli effetti dovuti alla malattia presentee - spesso si tratta di
polipatologie - e alla concomitante somministrazione di più farmaci e alle loro interazioni;
- nei casi di gravi rischi per la salute pubblica l'Emea e le Agenzie nazionali assumono la
procedura di urgent safety recstriction (restrizione urgente di sicurezza), che va immediatamente
implementata senza alcun tempo di procedura e con l'esclusione tassativa di poter eliminare le
scorte.
Cosa ben diversa sono le variazioni di Tipo I e II che aggiornano le conoscenze ma non
comportano rischi gravi di salute pubblica e per le quali è consentito un tempo di implementazione
(14-30 giorni per le variazioni di Tipo I e 60-90 giorni per le variazioni di Tipo II), con
possibilità di utilizzo e smaltimento delle scorte.
Pertanto sulla base della normativa definita dal codice farmaceutico e applicata in tutti i
27 Paesi della Comunità europea, le variazioni indicate nel provvedimento della Procura, con il
confronto prima e dopo la procedura (riportate nella tabella allegata con i relativi commenti) non
hanno comportato rischi aggiuntivi per la salute pubblica. Alla stessa conclusione è pervenuto il
ministero della Salute, il cui comunicato rilasciato dal sottosegretario alla Salute in data 24
maggio 2008 afferma testualmente: "...Non si sono riscontrati, nelle verifiche effettuate, pericoli
per la salute dei cittadini".
Valutazione dei dati. I 23 principi attivi in discussione rappresentano 179
confezioni autorizzate di cui il 41,9% (75 confezioni) effettivamente utilizzate nel 2007. Tali
principi attivi e le relative confezioni in commercio rappresentano lo 0,38% delle specialità e lo
0,54% delle confezioni commercializzate nel nostro Paese, nonché l'1,55% del fatturato totale delle
aziende farmaceutiche e l'1,6% del consumo totale. Relativamente alle variazioni di Tipo I e
II riferite ai 23 prodotti indicati dalla Procura di Torino, in oltre 5 anni: periodo
2003-2008, per 16 prodotti non viene riportata nessuna segnalazione di Farmacovigilanza relativa
alle variazioni e nei casi in cui vi sono alcune segnalazioni (Fastum Gel: 2 segnalazioni -
Vepesid: 1 segnalazione - Bbk8: 1 segnalazione - Benzalip: 3 segnalazioni - Bi-Euglucom: 1
segnalazione - Iopamiro: 21 segnalazioni - Ciproxin: 8 segnalazioni) queste fanno riferimento a
effetti collaterali già noti prima delle variazioni e già contenuti nel foglietto illustrativo
precedente. I dati disponibili consentono una valutazione dell'incidenza degli effetti collaterali
in rapporto ai consumi per il quinquennio 2003-2007 (v. tabella).
Per 4 farmaci (Citovirax, Etinilestradiolo Amsa, Kytril e Inibace Plus) non esistono
segnalazioni di tossicità nella rete di Farmacovigilanza nazionale negli ultimi 5 anni. Per altri 2
farmaci (Kayexalate e Prepidil) è stato osservato un solo effetto collaterale al di fuori del
periodo indice (2003-2007) o in un periodo per il quale non era disponibile il dato di consumo.
Per la maggior parte degli altri 19 farmaci (v. tabella) le segnalazioni di effetti
collaterali sono tanto rare da non rappresentare un problema. Infatti per 10 farmaci gli effetti
collaterali rilevati nell'arco di oltre 5 anni sono inferiori a 1 caso per milione di dosi
somministrate (Ddd) e per altri 3 farmaci sono inferiori a 1 caso per 100mila dosi somministrate.
Per i rimanenti 6 farmaci il tasso di segnalazione è inferiore a 1 caso per 10.000 dosi
somministrate, con un tasso di segnalazione massimo di 0,7 eventi/10mila dosi per lo Iopamiro. Le
osservazioni degli effetti collaterali riportate per i primi 5 mesi del 2008 sono in accordo con
quanto osservato nei 5 anni precedenti.
L'analisi dei casi graci (vedi definizione in nota)(*) indica zero casi per 6 farmaci e meno
del 10% di tutti gli effetti collaterali riportati in tabella per altri 2 farmaci. Per i rimanenti
farmaci la percentuale va dal 25 al 100 per cento degli effetti totali segnalati in tabella.
Complessivamente gli effetti tossici gravi assommano a 363, su un totale di oltre un miliardo e
mezzo di dosi giornaliere somministrate (1.573.235.582 dosi) e cioè circa 1 caso grave ogni 4-5
milioni di dosi nell'arco di 5 anni. La valutazione dell'incidenza di eventi avversi gravi è qui
potenzialmente stimata per eccesso dato che i 363 eventi includono anche gli eventi registrati nel
2008, mentre i consumi si limitano al periodo 2003-2007 escludendo quindi quelli del 2008.
Per effetti tossici gravi sono indicati due farmaci (Ciproxin e Rocefin), per cui il numero
supera i 100 casi. Occorre tuttavia ricordare che nell'arco dei 5 anni gli effetti gravi totali si
sono mantenuti costanti e cioè fra 31 e 67 casi per il Ciproxin e fra 51 e 66 casi per Rocefin.
I casi di decessi sospetti - sempre nell'arco di 5 anni - vengono segnalati per 4 farmaci e
cioè 5 casi per Ciproxin, 2 casi per Iopamiro, 11 casi per Rocefin e 1 caso per Vesanoid.
Nel dettaglio:
- Iopamiro è di utilizzo esclusivamente ospedaliero e ciò rende difficile il calcolo del tasso di
segnalazioni perché i dati dei consumi ospedalieri sono disponibili solo per il 2006 e 2007. Sulla
base dei dati di consumo va sottolineato che per Iopamiro il decesso e il caso di ospedalizzazione
seguito da decesso sono a fronte di ben 490.735 dosi somministrate (Ddd);
- per Rocefin le 11 sospette reazioni avverse con esito fatale si riferiscono a oltre 21 milioni
di dosi somministrate - 21.109.748 Ddd - e cioè circa 1 caso ogni 2 milioni di dosi;
- anche per Ciproxin i 5 casi fatali (di cui 1 a seguito di ospedalizzazione) del periodo
2003-2007 vanno raffrontati con i dati di consumo di oltre 84 milioni di dosi giornaliere
(84.169.454 Ddd), il che corrisponde a circa 1 caso ogni 20 milioni di dosi. La stima
dell'incidenza di questi eventi rispetto ai consumi è amplificata per la ragione sopra riportata
riguardante la mancanza di dati di consumo negli ospedali per gli anni 2003-2005;
- per Vesanoid si tratta di un solo caso nel 2003 non seguito da altri casi per cui non è
possibile fare considerazioni statistiche. In complesso i 19 casi nell'arco di 5 anni di decessi
sospetti (in media in 3,8 decessi sospetti per anno) si ripartiscono su circa 1,5 miliardi di dosi
giornaliere somministrate, cioè circa 2,4 casi di decessi sospetti per 1 miliardo di dosi
giornaliere per anno. Occorre anche considerare che i 3,8 casi sospetti di decesso all'anno dovuti
ai farmaci in esame vanno raffrontati con la mortalità totale che in Italia assomma a circa 500mila
morti all'anno.
Per tutte le reazioni sospette a esito fatale sopra citate gli eventi attribuiti erano già
tutti noti e già contenuti nei foglietti illustrativi precedenti. In ogni caso tali reazioni fatali
sono note e riscontrate in tutti i Paesi europei e a livello internazionale in cui tali farmaci
sono tutti presenti e commercializzati.
Conclusioni
. Si ribadisce pertanto che nessuna segnalazione grave di Farmacovigilanza è
riferibile alle variazioni di Tipo I e II dei 23 prodotti segnalati dalla Procura di Torino e che
il profilo di Farmacovigilanza già noto e indipendente dalle variazioni non si è modificato negli
anni, risultando sovrapponibile alle segnalazioni negli altri Paesi europei (è importante
sottolineare che tutti questi farmaci sono in commercio da anni nei vari Paesi della Comunità
europea).
Sembra perciò non accettabile il temrine diffuso dalla stampa - di "disastro colposo".
Silvio Garattini
*
Per effetto grave si intendo quello che: ha messo in pericolo la vita del paziente; ha
provocato o prolungato l'ospedalizzazione; ha provocato invalidità grave o permanente; o ha
provocato anomalie o difetti alla nascita in neonati le cui madri avevano assunto in gravidanza
farmaci sospetti.
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