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Cellule staminali embrionali

Gente


01-12-2008

Negli Stati Uniti, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare per un Paese di derivazione anglosassone, si possono utilizzare le cellule staminali embrionali umane già disponibili ma non si possono sviluppare nuove linee cellule derivate. La posizione di Bush su queste ricerche è sempre stata intransigente. Il Presidente eletto Obama ha già dichiarato che faciliterà e sosterrà la ricerca sulle cellule staminali embrionali di origine umana. Di fronte a questa affermazione c'è stata una forte presa di posizione del Vaticano che ha sostanzialmente invitato Obama a cambiare atteggiamento. I fatti non sono certamente nuovi perché la Chiesa cattolica è da sempre contraria, per ragioni etiche e religiose, alla ricerca che si riferisce in modo diretto o indiretto agli embrioni umani. Diverso è l'atteggiamento della Chiesa protestante, almeno in gran Bretagna, dove sotto accurato controllo pubblico, è possibile lavorare con cellule staminali embrionali umane e addirittura produrre ibridi fra ovuli animali svuotati del loro nucleo e nuclei derivanti da cellule umane. Perchè molti ricercatori sono così interessati a portare avanti queste tipo di ricerche che suscita problemi e divisioni? Occorre fare un passo indietro e capire la ragione per la quale le cellule staminali sono così importanti ed attraenti. Le cellule staminali dette "adulte" sono presenti praticamente in tutti gli organi, e sono destinate a rimpiazzare altre cellule dello stesso organo o tessuto che, per qualche ragione, non sono più vitali. In certe condizioni e sotto certi stimoli - in parte conosciuti - queste cellule possono divenire, a seconda dell'organo da cui provengono, cellule muscolari, ossee, cutanee e così via. Esistono poi altre cellule staminali, quelle "ombelicali", ricavabili dal cordone ombelicale dopo la nascita. Sono cellule definite "pluripotenti" perché possono trasformarsi in cellule caratteristiche di vari organi. Vi sono, infine, le cellule staminali embrionali che sono definite "totipotenti" perché per loro non vi sono limiti: possono dar luogo a tutto lo spettro delle cellule presenti in un organismo.
A questi tre tipi di cellule se ne possono aggiungere altre perché attraverso la modifica di alcuni geni, anche cellule "normali", ad esempio delle cute, possono essere trasformate in cellule staminali. Veniamo al perché dell'interesse nelle cellule staminali.  I ricercatori sperano di poterle usare per riparare gli organi danneggiati. Dopo un infarto del cuore si perdono molte cellule e perciò il cuore è indebolito. Tuttavia se si trapiantano cellule staminali si potrebbero sostituire le cellule mancanti in modo da ripristinare una funzione cardiaca normale. La stessa prospettiva può essere estesa al cervello. Molte malattie debilitanti, dal Parkinson all'Alzheimer, sono dovute alla perdita di cellule neuronali.  Se queste ultime potessero essere sostituite con cellule staminali in grado di diventare cellule nervose, molte malattie neurodegenerative potrebbero migliorare. I ricercatori mirano anche a progetti più ambiziosi: riuscire, attraverso le cellule staminali - soprattutto embrionali - a ricostruire "in vitro" interi organi. Il progetto in questione molto importante vista la carenza di donatori e conseguenti organi da trapiantare rispetto alle reali necessità. Lavorando con le cellule staminali ci si è poi accorti che esse non sempre agiscono rimpiazzando le cellule ammalate: spesso le stesse esercitano il loro effetto curativo attraverso la secrezione di principi attivi, ancora poco conosciuti, la cui funzione è stimolare le cellule staminali presenti nell'organo ammalato e proliferare. Molte ricerche sono in corso perché è molto importante paragonare fra di loro vari tipi di cellule staminali per capirne le differenze e trovare il modo migliore per utilizzarle senza procurare danni. Esiste infatti il rischio che le cellule staminali possano trasformarsi anche in cellule tumorali. Tutte le  informazioni di cui oggi disponiamo sono il frutto del fatto che, almeno in alcuni Paesi, si possono eseguire sperimentazioni negli animali e in qualche caso anche nell'uomo.
In campo scientifico, il progresso è il risultato non solo delle idee , ma anche degli esperimenti che tali idee sostengono. Gli esperimenti forniscono prove e dati che diventano "punti fermi" solo quando sono riprodotti da più laboratori o gruppi di ricerca. Per questo i ricercatori chiedono di poter sperimentare, ovviamente sempre sotto il controllo dei comitati etici e delle autorità pubbliche. Nessuno può essere sicuro di ottenere risultati importanti per  la salute, attraverso l'utilizzo delle cellule staminali, ma è certo che se non si sperimenta, i progressi non possono arrivare.
Un ultimo avvertimento: ad eccezione  di applicazioni pratiche in campo ematologico, non esistono al momento terapie validate che impiegano cellule staminali. Attenzione perciò a non cadere vittime di annunci - soprattutto da parte di internet - che promettono "miracoli".  Molto spesso, i presunti miracoli prevedono viaggi della speranza in centri localizzati in Paesi dove non esistono controlli e dove è probabile che i danni per la propria salute superino di gran lunga i vantaggi promessi.


Silvio Garattini

 

 
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Ultimo aggiornamento: 23 maggio 2012 14.07.07 CEST