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3/4/2008

Il sildenafil, principio attivo del prodotto medicinale noto a tutti con il nome di Viagra, e molti altri derivati agiscono bloccando un enzima – fosfodiesterasi5 – che aumenta la vasodilatazione dell’organo sessuale maschile e in questo modo ne aumenta e mantiene l’erezione necessaria per l’atto sessuale. Era entrato in commercio inizialmente per pazienti che avevano reali problemi nei rapporti sessuali perché portatori di specifiche malattie. Poi, come spesso accade per molti farmaci, si è assistito a un boom di vendite incredibile. La propaganda, aiutata dal compiacente accordo di medici e specialisti, ha indotto anche le persone senza problemi ad utilizzare questi farmaci, dimenticando rapidamente i possibili effetti collaterali per quanto riguarda la vista e l’attività cardiaca. Anche i giovani in perfetta forma, spinti dall’idea di rafforzare le loro performance, abusano di questi farmaci e addirittura le donne sembrano esserne utilizzatrici. Così un farmaco che era stato disegnato e approvato dalle autorità regolatorie per pazienti con lesioni spinali è divenuto un prodotto di largo consumo impiegato senza alcuna precauzione. Ma con il tempo i nodi arrivano al pettine. Uno studio inglese condotto su 57 pazienti maschi cui veniva prelevato lo sperma per incubarlo in presenza di sildenafil dimostra, in analogia con altri rapporti scientifici, un aumento della motilità degli spermatozoi. Questo effetto avviene e interessa a concentrazioni di sildenafil simili a quelli ottenibili nel sangue di soggetti che assumono per via orale 100 mg di sildenafil sia gli spermatozoi di “buona qualità” sia quelli di minor qualità. Tuttavia l’aumento di motilità si accompagna ad un danno nella “testa” dello spermatozoo di una struttura (acrosoma) che contiene gli enzimi che permettono di rompere la membrana dell’uovo femminile per penetrarvi. Se lo spermatozoo non penetra nell’ovulo è chiaro che non potrà fertilizzarlo. Il problema diventa ancora più preoccupante considerando che il sildenafil viene usato a scopo “ricreazionale” in associazione con droghe come la cocaina. Si può perciò affacciare l’ipotesi che l’uso sconsiderato del sildenafil possa diminuire la fertilità, un effetto di cui non abbiamo bisogno perché altri fattori “cospirano” nella stessa direzione. Si vuole accennare all’influenza di molte sostanze chimiche diffuse nell’ambiente con cui veniamo a contratto attraverso la catena alimentare. Questi prodotti sono noti nella letteratura scientifica con la denominazione di endocrine disruptor chemicals (ECD) cioè di sostanze chimiche che alterano o “scombinano” il sistema endocrino, quello degli ormoni. Si tratta di pesticidi clorurati che vengono utilizzati per combattere le infezioni delle piante, di prodotti che vengono formati durante la combustione e anche di numerose sostanze vegetali che hanno attività estrogena, i fitoestrogeni che agiscono come l’ormone femminile. In generale sono stanze fortemente solubili nei grassi, dove rimangono per molto tempo e tendono ad accumularsi. Poiché vengono inglobati nel tessuto adiposo hanno scarse possibilità di venire metabolizzati e conseguentemente eliminati dall’o rganismo. Tipico è il caso della diossina, un prodotto della combustione che rimane per anni nel tessuto adiposo e viene liberato molto lentamente nella circolazione ematica. Tutte queste sostanze interferiscono con molti ormoni e in particolare con quelli che hanno importanza per la riproduzione. Il risultato è ad esempio una riduzione degli spermatozoi, un incompleto sviluppo degli organi sessuali e una tendenza alla femminilizzazione. Quest’ultimo effetto è stato constatato anche in un incidente avvenuto circa 30 anni fa nella zona di Severo, quando a causa di una esplosione in un’industria chimica si sono diffusi nell’ambiente composti policlorurati, fra cui la diossina. La popolazione esposta alla diossina è stata seguita nel tempo. Si è potuto constatare che le nuove nascite erano prevalentemente costituite da femmine in modo significativamente diverso da quanto avviene in una popolazione non esposta. E’ possibile che l’a ssunzione di prodotti come il sildenafil e l’esposizioni crescenti agli inquinanti ambientali che agiscono sugli ormoni possano anche potenziarsi a vicenda.
E’ perciò importante che le autorità sanitarie sorveglino questi fenomeni e agiscano fornendo adeguate informazioni.

         Silvio Garattini

 

 

 
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Ultimo aggiornamento: 23 maggio 2012 14.07.32 CEST