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Serve un'Agenzia per governare ricerca e sviluppo
Corriere della sera
19/9/2009
Non è necessario sottolineare le molteplici carenze della ricerca scientifica in Italia: la
insufficienza dei mezzi economici, la mancanza di valutazione del merito, la confusione dei
ruoli rappresentano una diagnosi condivisa da tutti gli osservatori alla quale tuttavia non
corrispondono terapie efficaci. In una situazione ideale la organizzazione della ricerca
scientifica dovrebbe dipendere dal Governo nel suo complesso dato che esso ha rilevanza per la
maggioranza dai Ministeri: dall'Ambiente alla Salute, dalle Attività produttive all'Agricoltura
anche se per ragioni storiche e politiche, il Ministero della Ricerca dovrebbe avere la delega a
svolgere la indispensabile funzione del coordinamento. Il Governo con l'apporto del Parlamento
dovrebbe stabilire la politica della ricerca che comprende la scelta delle priorità, il volume
delle risorse e la ripartizione delle risorse in rapporto alle priorità. Per tradurre le esigenze
della politica in attività operative non abbiamo oggi una struttura adatta perché la gestione della
ricerca scientifica che diviene sempre più complessa ha bisogno di competenze tecniche specifiche
per le diverse aree in cui si articola. Per questo il Gruppo 2003, costituito dai ricercatori
italiani più citati nella letteratura scientifica internazionale, ha proposto la necessità di
costituire l'Agenzia Italiana per la Ricerca Scientifica descrivendone le caratteristiche nel libro
“La ricerca tradita Analisi di una crisi e prospettive di rilancio” (a cura di T.Maccacaro, casa
editrice Garzanti anno 2007) e discutendone le attività nell'ambito di varie riunioni d'esperti. E'
interessante e gratificante notare che un gruppo di ricercatori italiani operanti negli Stati
Uniti e appartenenti all'ISSNAF è giunto recentemente a simili conclusioni ( Il Corriere della Sera
del 10 settembre 2009, Pag13). L'AIRS dovrebbe comprendere più dipartimenti (ad esempio Scienza
della vita, Ambiente, Energia ecc.) con un coordinamento per evitare duplicazioni e realizzare
invece sinergie. Tutte le risorse disponibili dovrebbero confluire nell'Agenzia anche se la loro
erogazione potrebbe rimanere nell' ambito dei singoli Ministeri. L'AIRS dovrebbe essere sostenuta
da adeguate segreterie tecniche che potrebbero essere costituite da personale
distaccato dagli enti di ricerca pubblica nazionali (ad esempio dal CNR, ENEA, Istituto
Superiore di Sanità, ecc.). Compito dell'AIRS dovrebbe essere l' utilizzazione delle risorse
identificando, nell'ambito delle priorità governative, i temi per cui nel Paese esistono gruppi di
ricerca efficienti e competitivi a livello internazionale. Si dovrà procedere per bandi di concorso
a cui dovrebbero poter partecipare tutti coloro, enti pubblici e privati purché non profit,
che abbiano progetti da proporre. Attualmente invece vige una situazione di
discriminazione che porta alla esclusione di determinati enti a seconda dell'origine dei
bandi di concorso. Particolare attenzione dovrà essere dedicata ai giovani riservando bandi di
concorso a chi inizia la carriera e presenta il suo primo progetto. La valutazione dei
progetti è un altro punto essenziale che richiede una organizzazione capace di giudicare sulla base
del reale merito scientifico evitando finanziamenti “a pioggia”, nonchè conflitti di interesse a
favore degli “amici”. Del tutto nuova per l'Italia è la valutazione dei risultati ottenuti che non
sia basata sulla solita burocrazia dei rendiconti. L'AIRS dovrebbe coordinare non solo la
ricerca fondamentale, ma anche quella industriale facilitando gli scambi fra attività accademiche
ed esigenze industriali, mantenendo un giusto equilibrio fra la necessità di acquisire conoscenze
con ricerca spontanea di lungo termine e la opportunità di trasferire le conoscenze
alle attività produttive. Sembra tutto semplice e lineare, ma purtroppo la realizzazione
dell' AIRS richiede la preventiva rimozione di interessi, privilegi e pregiudizi che
hanno incrostato le carenti strutture di Governance della asfittica ricerca scientifica
italiana. Come ricercatori occorre abbandonare la sensazione di frustrazione e di
scoraggiamento per la inesistente attenzione dei politici, trovando momenti di discussione
per avanzare proposte condivise da presentare con più vigore ai politici. Un'occasione per
questo confronto ci è data dal convegno dal titolo “Insieme per la ricerca”
(www.lascienzainrete.it) che lunedì 21 Settembre si terrà a Milano, all'Università Bocconi con il
congiunto patrocinio del Gruppo 2003 e l'ISSNAF.
Silvio Garattini
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