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I chirurghi come i piloti: con la check list meno errori

Corriere della Sera


01/02/2009

I passi avanti della chirurgia - in un anno nel mondo si fanno quasi 250 milioni di interventi - sono stati determinanti per guarire da tante gravi malattie e si vede. Se oggi di tumore si muore di meno di un tempo è soprattutto per la chirurgia. I chirurghi hanno imparato a riparare il cuore, ricostruire le vie biliari, estrarre calcoli con interventi pochissimo invasivi. Sanno persino intervenire sul cervello mentre l'ammalato è sveglio e ripristinare la circolazione del sangue. Gente condannata alla sedia a rotelle con un intervento giusto torna a camminare e ce n’è di quelli che riprendono a sciare. E col trapianto tanti che se no morirebbero possono avere una vita normale (Kelly Perkins aveva 42 anni quando è arrivata in cima al Cervino, quattro anni prima  aveva fatto un  trapianto di cuore). Con la chirurgia  certe malformazioni del feto oggi si riparano dentro l'utero.  La chirurgia insomma guarisce più di altre terapie. Ma di chirurgia delle volte si muore. Su 1000 che si operano da 5 a 20,  a seconda degli Ospedali e delle aree geografiche, muoiono  dopo l'operazione. E da 30 a 170 ne hanno danni gravi o gravissimi. Questi ammalati dovranno essere curati per tutta la vita con costi enormi. C'è qualcosa che si possa fare? Sì, ed è molto semplice, tanto che è difficile capire perché non lo si faccia sempre in tutte le sale operatorie di tutti i paesi del  mondo. Basta avere in mano un elenco - checklist dicono gli anglosassoni - di cose da fare prima e durante l'intervento. L’elenco prevede che si debba essere certi dell’identità del malato che si opera per esempio, e da che parte lo si debba operare se si tratta di arti, e che gli apparecchi dell’ossigeno e dei gas per l’anestesia funzionino perfettamente.  E poi prevede che chi addormenta l’ammalato sappia se è allergico a qualche farmaco, che gli infermieri verifichino che i ferri siano stati sterilizzati adeguatamente,  e che ci siano tutti quelli che servono  per quell’intervento, e  che le immagini radiologiche siano quelle di quel paziente lì e non di qualcun altro, e altre cose del genere. E poi l’elenco non basta averlo, bisogna fare in modo che infermieri e medici se ne servano e che lo facciano ogni volta. Ci si poteva arrivare con  il buon senso (in fondo non è tanto diverso da quello che si fa di solito se uno esce per la spesa) e qualche chirurgo lo fa già. Ma ne hanno fatto oggetto  di ricerca. Si tratta di un grande progetto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità  che ha coinvolto otto ospedali di tutto il mondo. Ospedali molto diversi - dal Canada all'India, dalla Giordania alla Nuova Zelanda e poi c'è Inghilterra e Stati Uniti, ma persino Filippine e Tanzania - con problemi del tutto diversi. Hanno accettato di studiare i loro ammalati, 8000 in tutto,  prima e dopo aver introdotto la checklist. Una delle cose più difficili è stato convincere i chirurghi a seguire con attenzione gli elenchi. Molti erano scettici "queste cose le facciamo già" diceva la maggior parte di loro.  Erano convinti che imporre altre formalità alla loro routine non avrebbe aiutato gli ammalati. Ma non sono stati buoni profeti. Dopo l’introduzione della  checklist negli Ospedali, di chirurgia si moriva di meno: 8 morti per ogni 1000 pazienti operati,  da 15 che erano prima. Anche le complicanze della chirurgia sono diminuite: da 110 per 1000 operazioni prima della checklist, a 70 dopo.  I risultati sono stati  pubblicati in questi giorni sul New England Journal of Medicine il giornale di medicina più importante del mondo.
Per offrire buone cure non sempre servono tecniche sofisticate e farmaci d'avanguardia. E' il caso della checklist che ha evitato di morire a tanti ammalati e che fra l’altro non costa nulla.
Alla fine uno dei chirurghi che hanno preso parte a questo studio ha detto a un giornalista di  Washington Post "il giorno che dovrò essere operato io, chiederò al mio chirurgo che prima dia almeno un occhio alla checklist! ". 
 

Giuseppe Remuzzi

 

 
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Ultimo aggiornamento: 23 maggio 2012 14.15.30 CEST