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Colesterolo: non al fai da te, sì alle statine
Gente
29/9/2009
Il colesterolo è diventato ormai un argomento da “salotto". Ci si scambiano le informazioni
sulla sua concentrazione nel sangue e molti hanno ormai imparato che esiste il colesterolo cattivo
(LDL) ed il colesterolo buono (HDL). I più “esperti" sanno anche che il colesterolo può derivare
dall’alimentazione e ciò genera discussioni sui cibi che vanno evitati e quelli che vanno invece
utilizzati. Naturalmente è bene che si rafforzi la convinzione che alimentarsi con una dieta
ricca di frutta e verdura è certamente una buona abitudine perché contiene poco colesterolo; grassi
animali, uova, latte e formaggi, invece contribuiscono ad aumentare il colesterolo. Tuttavia pochi
sanno che in realtà la maggior parte del colesterolo è di natura endogena perché viene fabbricato
da molti organi e soprattutto dal fegato. E’ perciò importante sapere come si può fare a mantenere
un livello di colesterolo normale, senza divenire maniacali, anche perché l’ipercolesterolemia è
uno dei tanti fattori di rischio che sono alla base dell’arteriosclerosi spesso responsabile di
infarto miocardico e cerebrale. Sempre in salotto sono frequenti le discussioni sui farmaci che
possono essere utili:"
è meglio la simvastatina o l’atorvastatina, la pravastatina o la rosuvastatina?" E’ meglio
assumere farmaci o ricorrere a farmaci da banco; meglio i farmaci di marca oppure i generici o
equivalenti?" E ancora “non è meglio utilizzare gli integratori alimentari o addirittura
prodotti alimentari largamente pubblicizzati?" E’ meglio dire subito che il trattamento della
ipercolesterolemia, quando sia unita ad altri fattori di rischio, è una cosa seria che deve essere
attentamente valutata per quanto riguarda le dosi e non può essere lasciato al “fai da
te". Bisogna anche stare attenti a non esagerare e a non accettare l’idea che il
colesterolo “quanto più basso è,
tanto meglio è"; un concetto molto caro alle industria farmaceutica che vuol vendere i suoi
prodotti al maggior numero possibile di persone. In realtà oggi l’unica classe di prodotti
che è sicuramente efficace non solo nell’abbassare la colesterolemia, ma anche nel
prevenire problemi cardiovascolari inclusi quelli fatali è rappresentata dalle statine. Sono tutte
più o meno sovrapponibili nella loro efficacia e non c’è nessuna ragione per non utilizzare i
prodotti generici che hanno il vantaggio di generare risparmi per il Servizio Sanitario
Nazionale. Una volta intrapreso un trattamento con statine - dopo aver escluso che non si
tratta solo di cambiare dieta - è importante sapere che tale trattamento va utilizzato
per lungo tempo, perché l’effetto sul colesterolo dipende dalla presenza delle statine.
Infatti se si smette il trattamento dopo pochi giorni il colesterolo nel sangue ritorna ai
livelli a cui si trovava prima dell’inizio del trattamento. Purtroppo quando gli esami ematici
mostrano una riduzione del colesterolo oltre il 30 per cento di coloro che sono in trattamento con
statine interrompono il trattamento. La ragione per cui l’effetto delle statine richiede un
trattamento continuo dipende dal loro meccanismo d’azione.
Tutte le statine agiscono bloccando un enzima che è fondamentale per la sintesi del
colesterolo nel fegato. Le statine sono composti molto ben tollerati anche per lunghi trattamenti;
tuttavia, come tutti i farmaci non sono completamente privi di effetti tossici. A causa del loro
meccanismo d’azione le statine agiscono sulla muscolatura scheletrica determinando dolore e,
seppure raramente, una distruzione del tessuto muscolare che può determinare danni renali anche
gravi. Si consiglia di ricorrere rapidamente al medico se durante un trattamento con statine si
avvertono dolori muscolari. Sarà il medico a decidere che cosa fare. Le statine, farmaci
ipocolesterolemizzanti si
aggiungono all’armamentario terapeutico che include antipertensivi, antiaggreganti
piastrinici ed antidiabetici. La loro scoperta e il loro impiego hanno contribuito alla riduzione
della mortalità
cardiovascolare che ha caratterizzato questi ultimi decenni.
Silvio Garattini
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