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Inventò rene e cuore artificiali. Il dottor Kolff muore a 97 anni
Corriere della Sera
14/02/2009
Da bambino voleva dirigere uno zoo, ma in Olanda ce n' erano solo tre. Così, diceva suo padre,
le possibilità di dirigerne uno sarebbero state pochissime. Era un dottore suo papà, ma Willem
Kolff il dottore non lo voleva fare. «Si vedono morire troppe persone» diceva. Aveva una passione
per la meccanica, gli piaceva la biologia e la voglia di fare qualcosa per gli altri. L' aveva
presa da una bravissima infermiera, sua mamma. Il rene artificiale Kolff l' ha inventato in un
piccolo ospedale di campagna. Come membrana ha provato di tutto, il budello delle salsicce
soprattutto e persino i barattoli delle spremute d' arancia. Nel maggio del 1940 le truppe di
Hitler invadevano l' Olanda e i nazisti occuparono il suo ospedale a Groeningen. Pur di non
collaborare Kolff se ne va via e finisce a Kampen. In quell' ospedale lì, piccolo e lontano dalle
grandi aree urbane, è riuscito a creare la prima banca del sangue dell' Europa, intanto continuava
a lavorare al rene artificiale, ma non solo, in quell' ospedale ha nascosto almeno 800 persone
salvandole dai campi di sterminio. L' idea del rene artificiale gli era venuta qualche anno prima
quando lavorava a Groeningen. Di fronte all' agonia di un uomo che moriva di reni, pensò che se si
fosse riusciti a togliere dal sangue le sostanze tossiche che si accumulano questi ammalatisi
sarebbero potuti salvare. Per partire ha usato il budello delle salsicce. Ci ha messo sangue
mescolato con urea, una molecola che chi è ammalato di reni non riesce a eliminare. Poi ha immerso
il budello della salsiccia in un bagno salato. In pochi minuti l' urea passava dal sangue all'
acqua. L' idea era giusta. Dalle salsicce si è passati alle membrane di cellophane, fino alla
creazione di una macchina estremamente primitiva, a rullo come le prime lavatrici. Ha cominciato ad
attaccare a questa macchina i primi pazienti. Nessuna approvazione e nessun comitato etico. Kolff
era solo con la sua coscienza e con i suoi ammalati. All' ospedale di Kampen ne ha curati 15, ne
sono morti 14. Anche negli Stati Uniti si stavano studiando sistemi per la dialisi, ma Kolff era
molto avanti. Nel ' 50 lascia l' Olanda per gli Stati Uniti. Le macchine da dialisi diventavano
sempre più sofisticate, tra lo scetticismo dei grandi fisiologi renali. Nel frattempo Kolff
lavorava anche al cuore artificiale con Robert Jarvik. Quanti devono la vita a Kolff? Milioni in
tutto il mondo, centinaia di migliaia in Italia.
Giuseppe Remuzzi
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