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Medici e pazienti: le decisioni si prendono insieme
Corriere della Sera
04/01/2009
Basta rimborsi agli ospedali se non ci sarà in cartella il «consenso informato» (un foglio per
saperne di più su una certa procedura o su certe cure) firmato dall' ammalato e dal suo medico. E
varrà per gli interventi chirurgici e per ogni altra procedura. Così si ridurranno le denunce
contro i medici che «dipendono dal fatto che i medici non sanno parlare con gli ammalati» dicono in
Regione (è vero, verissimo) e ancora di più perché sono pochi quelli che sanno resistere alla
tentazione di parlar male dei colleghi, aggiungo io. Basteranno due firme su fogli tutti uguali a
limitare le cause contro i medici? Probabilmente no. Un medico davvero bravo ( diciamo Ted Steinman
«il medico che tutti vorremmo avere» Corriere del 22 novembre) sa coinvolgere gli ammalati in tutte
le decisioni» dargli sempre il consiglio giusto ed essere discreto. E' un' arte. C' è chi è portato
ma tutti possono imparare, certo bisogna dedicarsi e essere umili. Da noi però è arte di pochi.
Invece dovrebbero farlo tutti e lo si dovrebbe fare sempre, specie se si devono prendere decisioni
difficili e ci sono varie alternative senza che si sappia davvero qual è quella giusta. E si
dovrebbero incoraggiare gli ammalati - perché no? - ad accedere i risultati della ricerca
scientifica. Come si fa se no a spiegare ai genitori di un bambino con segni di autismo che
arrivano proprio dopo la vaccinazione per il morbillo che fra i due fatti non c' è rapporto di
causa e effetto? Con gli ammalati non si dovrebbe parlare in troppi perché quasi sempre si dicono
cose diverse anche senza volerlo. I medici hanno pochi minuti per parlare con gli ammalati. Ma chi
è malato passa giorno e notte a pensarci e se medici diversi gli hanno detto cose diverse ha tutto
il tempo per interrogarsi sulle inconsistenze. E guai a sentirsi a posto perché l' ammalato «ha
firmato». Molto più del consenso informato serve che ci sia fra l' ammalato e il suo dottore un
patto non scritto fatto di decisioni prese insieme e responsabilità da condividere. Un confronto
che può dare utili indicazioni per trovare la terapia giusta. Aspetti che il medico non aveva
considerato. Una volta per tanti dottori l' ammalato era la controparte uno che doveva stare zitto
fare gli esami e prendere le medicine. Oggi con gli inserti della salute la radio e la televisione
non lo si può fare più e internet ha fatto il resto. Ma è un gran bene: più gli ammalati sono
informati più è facile fare il dottore.
Giuseppe Remuzzi
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