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Medici di base e spesa pubblica
Corriere della sera
6/7/2009
Un miliardo e 900 milioni di euro solo per i farmaci solo in Lombardia, sono
troppi. Ci vorrebbero più controlli sulle prescrizioni. "Ma i farmaci che costano tanto sono quelli
che prescrivono gli specialisti, noi li trascriviamo e basta” dicono i medici di famiglia. E’ vero,
e in Regione vorrebbero mettere in mano il "ricettario rosso” agli specialisti. I
farmaci costosi li prescriveranno direttamente loro. Così però responsabilità e prestigio del
medico di famiglia vengono meno. Peccato, il medico di famiglia dovrebbe essere il protagonista
(insieme a noi) del nostro benessere e occuparsi di tutti i nostri problemi di salute, dalla
prevenzione ai farmaci inclusi quelli più nuovi e più costosi. E lo dovrebbe fare a maggior ragione
nei momenti difficili. Se però uno ha bisogno di uno specialista o dell’Ospedale il medico di
famiglia esce di scena. E’ giusto escludere dalle decisioni più importanti proprio chi è stato più
vicino all'ammalato fino a quel momento? e che il medico di famiglia sappia poco o nulla di
quanto si fa in Ospedale quando poi il paziente lo deve curare lui? Al momento delle dimissioni c’è
quasi sempre una lettera (raramente fatta davvero bene) e tutto finisce lì. I medici di famiglia la
leggeranno quella lettera? Forse no visto che non rispondono quasi mai ed è molto raro che si
prendano la briga di telefonare per chiedere informazioni. Lo so i medici dell’Ospedale al telefono
non li si trova mai, ma oggi ci si potrebbero scambiare informazioni per email (lo si fa in tanti
altri campi perché non fra medici di famiglia e Ospedale?) Se il medico di famiglia partecipa
ai programmi dell’Ospedale, dopo sarà più attento ai farmaci che prescrive e a usarli solo se
servono davvero e fra quelli efficaci a scegliere quelli che costano di meno. Ma come si fa a
sapere tutte queste cose? Basterebbe leggere tutte le settimane il New England Journal of Medicine,
e il Lancet, e il British Medical Journal, ma non credo che i medici di famiglia abbiano il tempo
di farlo. L’idea giusta l’aveva avuta Carlo Borsani qualche anno fa. Voleva che il medico di
famiglia seguisse il suo ammalato anche in Ospedale. Non se ne è fatto nulla. Ci si dovrebbe
ripensare: un mese all’anno di frequenza in Ospedale, per esempio, per tutti i medici di famiglia.
Sarebbe formazione permanente davvero, per i medici di famiglia e anche per quelli dell’Ospedale.
Si ridurrebbero indagini ridondanti e prescrizioni inutili e gli ammalati ne avrebbero grandi
vantaggi.
Giuseppe Remuzzi
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