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Istituzioni e medicine alternative
Corriere della Sera
16/6/2009
Il Comune di Milano lancia un progetto per diffondere l'omeopatia nelle farmacie e nelle
scuole. Saranno distribuiti i “quaderni della salute” per educare i ragazzi all'uso dei rimedi
naturali. Ma che evidenza c'è che l'omeopatia e le altre pratiche non convenzionali abbiano
qualche effetto sulla salute? Nessuna. Studi ce ne sono, ma nessuno ha mai fornito prove
sufficienti a raccomandare l'omeopatia per alcun tipo di disturbo (è la conclusione della rivista
Effective Health Care che esamina l'efficacia degli interventi medici e di un editoriale del Lancet
del 2007). “Ma se milioni di italiani ricorrono alle medicine alternative un motivo ci
sarà”. Qui bisogna intendersi, milioni di persone che se hanno il diabete, lo scompenso di cuore,
il cancro del colon o la leucemia si curano con le medicine alternative? O milioni di persone
che se sono malate si curano come tutti gli altri e ricorrono all'omeopatia, all'Ayurvedica,
al Qi gong, alla pranoterapia per l'artrosi o per il mal di schiena? La medicina oggi per
tante malattie può fare moltissimo, ma per altre si può fare poco e qualche volta
niente. Ma se la medicina non può fare più niente perché non dare all'ammalato la possibilità
di “curarsi” in un altro modo? Sì, ma “cura” dovrebbe essere qualcosa che fa stare meglio o che
guarisce e lo si dovrebbe poter dimostrare. Per poter sperimentare un farmaco nell'uomo serve: 1
dati di laboratorio che suggeriscano un meccanismo d'azione plausibile, 2 dati sull'animale che
indichino che funziona, 3 studi sui volontari che dimostrino che non fa male. Nessun prodotto
omeopatico ha mai dimostrato di avere nessuno di questi requisiti. “Ma almeno l'omeopatia non fa
male”. E' vero, la sostanza da cui si parte è diluita così tanto che il prodotto finale
non contiene nulla.
Ma di pratiche alternative certe volte si muore. La metà degli omeopati in
Inghilterra suggerisce ai loro ammalati di non fare la vaccinazione per il morbillo, la varicella e
la rosolia. E si sa di ammalati morti in attesa degli effetti delle cure del “nulla”. E'
perché con le cure non convenzionali si ritarda la diagnosi. Se uno ha il raffreddore non
importa, ma è successo a ragazzi malati di leucemia e linfoma e capita di incontrare persone con
malattie gravi a cui l'omeopata ha suggerito di sospendere terapie efficaci. Educare i ragazzi ai
vantaggi della “medicina dolce” è sbagliato. Finché lo fa chi con la medicina alternativa ci
guadagna approfittando dell'ingenuità della gente pazienza, ma non si può accettare che lo facciano
il Comune e la Regione e peggio ancora che lo facciano attraverso le scuole e le
farmacie.
Giuseppe Remuzzi
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