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La vita? Un acido l'ha accesa
Corriere della Sera
14/02/2009
Come è cominciata la vita e perché non provare a farlo in laboratorio? “Fantascienza” dirà chi
dovesse leggere queste righe. E lo era, certo fino a qualche anno fa, ma c'è chi sta provando
davvero. Qui bisogna fare un passo indietro. Tre-quattro milioni di anni fa il mondo era fatto di
oceani e lande vulcaniche. C'era una temperatura di 60-70 gradi, pochissimo ossigeno, anidride
carbonica e azoto. ”Chissà, ha pensato Stanely Miller nel '53, che fra gas e fulmini non si siano
create sulla terra le condizioni per arrivare a composti organici, e poi a proteine, a cellule, in
una parola alla vita. Così ha fatto scoccare una scintilla in una camera piena di ammonio, metano e
altri gas. Si sono formati composti organici e aminoacidi, i costituenti fondamentali delle
proteine. Ma nella miscela di Miller i gas che c'erano davvero sulla terra milioni di anni fa non
c'erano. Quegli esperimenti sono stati ripetuti agli inizi degli anni '90 usando i gas giusti ma
così aminoacidi non se ne formavano proprio. S'è pensato che Miller avesse preso un abbaglio e per
un po' questi studi sono stati abbandonati. Finché James Cleaves e Jeffrey Bada - l'ultimo studente
di Miller - hanno ripreso i vecchi esperimenti con un'idea nuova. Sospettavano che se si
parte da anidride carbonica e azoto si formano composti capaci di degradare gli aminoacidi. Così
hanno ripetuto gli esperimenti di Miller con certi tamponi capaci di neutralizzare i composti
azotati prima che possano danneggiare gli aminoacidi. In quelle condizioni aminoacidi se ne
formavano e come, e ce n'erano perfino di nuovi rispetto a quelli che aveva trovato Miller
(Corriere 17 ottobre 2008). Una volta stabilito che a partire dai gas dell'atmosfera primitiva si
può arrivare a composti organici (con o senza l'aiuto dei fulmini, perché formaldeide e
aminoacidi ci sono anche nelle meteore) il problema era capire come si passa dalle molecole
organiche all'acido ribonucleico (RNA). L'RNA è fatto di nucleotidi legati fra loro. Ciascun
nucleotide è fatto di tre parti, la base (la lettera dell'alfabeto dei geni) una molecola di
zucchero e un aggregato di atomi di fosforo e ossigeno che legano ciascuno zucchero a quello che
viene dopo. I ricercatori hanno provato per anni a sintetizzare RNA in laboratorio producendo basi
e zuccheri e poi cercando di legarli fra loro con dei fosfati, ma così non funziona, tanto che
qualcuno ha pensato che la vita di organismi fatti di RNA sia un gradino successivo rispetto a
molecole più semplici che forse sono comparse sulla terra prima dell'RNA. Ma negli ultimi mesi le
cose sono cambiate. Diversi ricercatori sono stati capaci di arrivare all'RNA da molecole semplici,
proprio quelle che si trovavano sulla terra milioni di anni fa. I dettagli del percorso che ha
portato a questi risultati non sono ancora completamente noti, ma lo saranno presto. Se lo si può
fare in laboratorio non sorprende che l'RNA si possa essere formato spontaneamente sulla superficie
della terra dove, allora c'erano condizioni favorevoli. Queste reazioni hanno bisogno di una certa
temperatura e un certo pH, proprio quello degli stagni di milioni di anni fa. Forse la vita è
cominciata così, ma se tutto parte dall'RNA si dovrebbe ammettere che l'RNA è capace di replicarsi
senza l'aiuto di altre proteine.
Proprio qualche settimana fa su Science, Tracey Lincoln e Gerald Joyce - che lavorano a
Scripps Research Institute in California - hanno dimostrato che questo teoricamente è possibile.
Hanno visto che frammenti di RNA sanno servirsi di nucleotidi liberi per unirsi a formare una
molecola di RNA uguale alla molecola stampo già presente nella soluzione. Terminata la prima
replicazione, le vecchi e nuove molecole di RNA si separavano divenendo stampi per una nuova
replicazione. In 30 ore, la popolazione di RNA diventava 100 milioni di volte più grande.
Questo succede in provetta, ma sulla terra milioni di anni fa l'RNA dovette trovarsi una
dimora appropriata, una cellula insomma. Di questo si sono occupati altri ricercatori - uno è Jack
Szostak che lavora all'Harvard Medical School di Boston, il lavoro è del luglio 2008 - che hanno
dimostrato come acidi grassi e altre molecole sono capaci di intrappolare RNA grazie a cicli di
alte e basse temperature Adesso Jack Szostak lavora per capire se si riescono a far evolvere queste
protocellule con dentro il loro RNA a forme cellulari più avanzate. Sheref Mansy e David
Deamer professori di bioingegneria a Boston e in California sono dell'idea che le strutture
che hanno dato origine alla vita fossero molto semplici, acidi grassi fatti di alcol e zuccheri
dispersi in un ambiente complesso. Vescicole, non cellule, avvolte da membrane del tutto prive di
proteine di trasporto che però avevano imparato a prendere dall'ambiente tutto quello che gli
serviva per sopravvivere e provare nel corso di milioni di anni a diventare cellule. E ci sono
riuscite.
Giuseppe Remuzzi
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