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Il "Pillolo" è un'iniezione e non è certo che sia innocua
Gente
19/5/2009
Qualcuno si preoccupa perché vuole avere figli e perciò ricorre a qualsiasi
trattamento medico per averli. Altri invece che non hanno problemi di fertilità vogliono "regolare"
il numero dei figli. L'aumento del concetto di contraccezione basato su evidenze scientifiche ha
certamente rappresentato una rivoluzione nei rapporti sessuali, permettendo di controllare le
nascite con alte probabilità di successo. La "pillola" costituita da un estrogeno associato a un
progestinico si è modificata nel tempo e ha raggiunto oggi un notevole grado di sicurezza: gli
eventuali insuccessi, la nascita di un figlio, rappresentano l'uno per cento e sono dovuti in gran
parte a dimenticanza oppure a interazioni con altri farmaci. Gli effetti tossici sono molto rari e
sono compensati da alcuni vantaggi come la riduzione dei tumori dell’ovaio. Tuttavia l'onere dell’a
ssunzione della pillola è a completo carico della donna perché esistono poche alternative ad
eccezione dei dispositivi intrauterini che sono spesso di difficile applicazione e non sono privi
di disturbi. E i maschi? devono godere solo dei vantaggi di una maggiore libertà sessuale? Da tempo
si discute sulla possibilità di utilizzare farmaci che inducano sterilità nell’uomo, ma le ricerche
sono condotte apparentemente senza grande entusiasmo e con tempi lunghi. Il cosiddetto "pillolo"
non è ancora all’orizzonte ed esistono seri dubbi sulla possibilità di vederlo utilizzato su larga
scala. Un passo avanti significativo sembra essere rappresentato da un recente studio cinese
pubblicato su di una rivista internazionale di endocrinologia. Si tratta dell’impiego dell’ormone
maschile, il testosterone a dosi molto elevate (500 mg) somministrato per iniezione (nonostante la
denominazione di pillolo) in modo da esercitare l'effetto per un certo periodo di tempo,
attualmente non ben definito. L'uso del testosterone non è certo una novità perché anche in
precedenza erano stati fatti degli studi seppure di dimensioni minori. Lo studio è stato condotto
su una popolazione di maschi che avevano già avuto figli e quindi provatamente fertili. Il
trattamento è stato protratto per due anni in circa mille volontari dall'età compresa fra i 20 e i
45 anni, sposati con donne in età fertile che pure avevano avuto figli. I risultati sono stati
soddisfacenti: solo l'uno per cento delle donne ha avuto una gravidanza. Si tratta di un effetto
perfettamente paragonabile ai risultati ottenibili con la pillola nella donna. Gli effetti
collaterali sono risultati relativamente modesti e quindi accettabili. Il testosterone esercita la
sua azione attraverso una mediazione ipofisaria, bloccando alla fine la produzione di
spermatozoi. L'effetto è reversibile: dopo sei mesi dalla interruzione del testosterone la
maggioranza dei maschi ha ripreso la produzione di sperma a livelli normali. Era proprio necessario
realizzare un contraccettivo maschile? In effetti esistono altre modalità per prevenire la
fertilizzazione, in primis l’impiego del "preservativo" che impedisce il contatto fra spermatozoi e
l’ovulo. Altre modalità sono rappresentate dalla vasectomia, cioè dalla resezione dei vasi che
trasportano lo sperma, ma si tratta di un intervento chirurgico che determina sterilità
irreversibile. Un'abitudine più diffusa è quella di interrompere il coito nel momento
dell'eiaculazione, ma le garanzie di riuscita sono relativamente basse. Infine esiste il metodo di
Ogino-Knauss che consiste nella ricerca dei giorni di infertilità femminile. Si tratta di un metodo
che risente troppo della variabilità individuale e che comunque non garantisce grande affidabilità.
Anche se questa modalità è sostenuta da autorità religiose, si dice scherzando che i "figli" di
Ogino-Knauss sono un esercito. Il "pillolo" sembra dunque essere una seria risposta ai problemi
della contraccezione per realizzare un giusto equilibrio fra i componenti della coppia nel
controllare la procreazione. Tuttavia sarà necessario ancora parecchio tempo prima di vedere il
pillolo in farmacia, perché vi sono ancora molti problemi da risolvere. La durata della
sperimentazione è ancora troppo breve, considerando che il prodotto deve essere assunto durante una
gran parte dell’età fertile. Inoltre non è noto quale sia la dose ottimale del prodotto e
soprattutto vi sono ancora molti punti interrogativi per quanto riguarda gli effetti tossici. A
tali interrogativi si potrà dare risposta solo con grandi numeri e con il tempo per escludere ad
esempio che il prodotto sia cancerogeno oppure che l’uso prolungato determini una sterilità
irreversibile. E’ difficile anche prevedere al momento quale sarà l’effetto sulla libido. Infine
crea perplessità il fatto che in caso di inadempienza da parte dell’uomo è sempre la donna a
subirne le conseguenze con una gravidanza indesiderata. Sono tanti anni che si parla di
contraccezione maschile: potrebbe essere la volta buona!
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