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Sangue e trapianti, perchè mancano donatori
Corriere della Sera, Lombardia
28/01/2009
Possibile che si debba chiedere a chi lavora in Ospedale di dare anche il sangue agli ammalati?
Sangue in Lombardia ce n’è abbastanza ma certi Ospedali ne hanno poco, altri più di quello che
serve. Va organizzata meglio raccolta e distribuzione soprattutto adesso che per via della crisi
sono meno quelli che vanno in Ospedale a donare. E c’è il problema della mancanza di organi da
trapiantare.
Quelli che aspettano un trapianto sono sempre di più - 2 mila solo in Lombardia – ma i
donatori diminuiscono. Cosa si può fare? Per il trapianto servono Ospedali ben organizzati, medici
competenti e che abbiano voglia di farlo e abbastanza letti nelle rianimazioni. E bisogna che i
direttori generali capiscano che ad assistere un cadavere non ci si guadagna ma tanti che se no
morirebbero con il trapianto hanno una vita normale. Il modo per aumentare i trapianti in Lombardia
non è nei grandi Ospedali (Niguarda, Bergamo e Brescia). Lì è tutto più facile. Il segreto
sta nei piccoli Ospedali proprio quelli senza neurochirurgia, che dovrebbero poter segnalare
ammalati con lesioni del cervello e senza possibilità di recupero e assisterli e avviare le
pratiche per il prelievo dopo la morte del cervello. Non è così, la Lombardia fa peggio della
Calabria, basta guardare alle segnalazioni di morte. Lombardia: 29 segnalazioni per milione di
abitanti, ma l’anno scorso erano 32. Toscana: 73, più o meno come l’anno scorso. Emilia: 52, più
dell’anno scorso. Calabria: 31, molti più dell’anno scorso. E chi li deve segnalare i potenziali
donatori? Il coordinatore dei trapianti che da noi è un medico che fa anche il rianimatore. Proprio
come in Spagna, ma lì si fanno più trapianti che in qualunque altro Paese del mondo. Anche lì
capita che in qualche Ospedale le segnalazioni diminuiscano, allora si cerca di capire perché e se
c’è davvero tutto quello che serve per lavorare bene. Certe volte è il coordinatore che non
funziona e allora si cambia il coordinatore. Anche noi dovremmo voler capire cosa c’è che non va
dove le segnalazioni sono troppo poche, Ospedale per Ospedale. E si dovrebbe partire dal direttore
generale: se prelievo e trapianto non stanno a cuore a lui quell’Ospedale lì donatori non ne
segnalerà mai. E bisogna essere sicuri che gli Ospedali abbiano tutto quello che serve perché
il coordinatore possa lavorare bene. Può capitare che qualcuno non abbia abbastanza
entusiasmo o semplicemente non sia la persona giusta (non basta essere bravi rianimatori per
fare il coordinatore dei trapianti) allora dovrebbe farsi da parte. E se non lo fa da solo qualcuno
glielo dovrebbe chiedere, come succede in Spagna.
Giuseppe Remuzzi
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