Mario Negri - Istituto di Ricerche Farmacologiche

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Si tutela la salute anche per evitare più spese alla società

 

Fermiamo la follia della trasgressione

Il Messaggero


21/08/2009

Le cronache d'estate hanno riportato in termini tragici il problema dell'abuso di droghe soprattutto da parte dei giovani e giovanissimi. Si è diffusa una moda che identifica nella trasgressione il divertimento più attraente ed eccitante. Purtroppo si tratta di una trasgressione che lascia il segno: mobilitazione di ambulanze, necessità di pronto soccorso - a scapito di chi ne ha bisogno per altri motivi – stato di coma e morte; senza trascurare ciò che potrebbe succedere altrimenti in futuro ad organismi giovani devastai dall'impiego delle droghe. Tutto è buono per la trasgressione: tabacco, alcool, cocaina, amfetamine, cannabis, eroina, per non citare tutto l'insieme di altri farmaci e perfino l'impiego di solventi. La nuova moda non si accontenta dei singoli prodotti ma li associa fra di loro per potenziarne gli effetti. E' noto ad esempio che cocaina e alcool etilico formano nel fegato un nuovo composto chimico che passa più facilmente la barriera emato-encefalica e determina effetti più potenti della cocaina; poteri cancerogeni del fumo e dell'alcool determinano un forte sinergismo,moltiplicando le probabilità di sviluppare tumori del cavo orale e del tratto dirigente superiore; alcool, cannabis e tranquillanti associati fra di loro inducono una forte sedazione; l'atropina, spesso utilizzata per 'tagliare' la cocaina, ne potenzia gli effetti qualche volta con esito fatale. Ce ne sarebbe a sufficienza per spaventare chiunque, ma purtroppo i danni indotti alla salute hanno ormai uno scarso potere dissuasivo, perché si pensa che comunque la medicina ha fatto progressi e sarà perciò in grado di riparare i danni. Neppure le prospettive di malattie hanno un potere deterrente sui giovani, perché in generale sono sani e sicuri che potranno sfuggire alle probabilità di danno. Tutto il problema è complicato dal fatto che alcune droghe fra le più temibili sul lungo termine - alcool e tabacco - sono legali mentre altre sono illegali e questo tende a confondere le idee dei giovani. Inoltre si aggiungono i cattivi esempi: anche gli adulti sono sempre più propensi ad assumere droghe, per non parlare di alcool e fumo; i medici fumano, alcuni insegnanti incoscienti offrono sigarette ai loro alunni, atleti e cantanti - gli idoli dei ragazzi - vengono colti ad utilizzare droghe per migliorare le loro performance.

La società civile è poco reattiva; Il 'mal comune' non è un gaudio, ma consente di avanzare alcune povere scusanti: la vita moderna richiede più energie intellettuali, lo stress richiede dei rimedi, le notti delle discoteche non sono sostenibili senza un aiuto chimico. Il problema è che l'uso delle droghe produce un effetto comune: la dipendenza psichica e spesso anche fisica che rende sempre più difficile il distacco dalle droghe. La medicina sta lavorando per trovare antidoti e farmaci; ma, pur necessaria, questa ricerca non rappresenta la via per risolvere il problema della droga. La vera soluzione, quella che resiste nel tempo, è la prevenzione,; una via difficile che richiede molta ricerca e molta fantasia, perché se si vuole ottenere un risultato duraturo occorre conoscere a fondo quali sono le reali motivazioni che spingono i giovani a drogarsi. Si deve ammettere che non sappiamo perché molti ragazzi a 10 anni rimproverano il padre o la madre perché fumano e a 12 anni cominciano a cercare le sigarette. SI parla molto di 'disagio giovanile', ma che cosa è? Sembra sfatata l'idea che sia un fenomeno che colpisce i più disadattati perché ai ' rave party' partecipano giovani di tutte le classi sociali. Esiste certamente un effetto ' gregge' che in qualche modo è la conseguenza di una tendenza ad avere tutti le stesse cose: dalla maglietta allo zainetto, al motorino. Non vi è dubbio che dobbiamo fare ricerche non tanto mediche quanto psicologiche e sociologiche, mobilitando i migliori esperti che devono adoperarsi per risolvere un problema di grande importanza sociale.

Si devono mobilitare le famiglie: è vero che in gran parte sono sfasciate, ma almeno in Italia hanno ancora un peso. Si devono istruire i genitori perché sappiano riconoscere le avvisaglie del disagio e gli inizi dell'esposizione alla droga. Anche la scuola on è in gran forma, ma molti insegnanti godono ancora di prestigio fra i giovani. Bisogna trovare il modo di mobilitare atleti, cantanti, divi televisivi perché forse hanno più capacità di convinzione. Artisti e pubblicitari possono avere un grande ruolo nel trovare sistemi di comunicazione efficienti. E' importante - come sempre - la buona volontà dei singoli, ma un problema di questa portata e di questa importanza non può essere lasciato all'improvvisazione. Il Governo deve agire con tempestività e lungimirante perché occorre dire chiaramente che la soluzione non si otterrà nell'arco di una legislatura, ma richiederà decenni.
Un primo passo è stato fatto realizzando una struttura a livello del Consiglio di Presidenza per la lotta alle droghe. Ma questa struttura ha bisogno di maggiori competenze di maggiori risorse per chiamare a raccolta tutte le 'forze' del Paese che possono contribuire a evitare che le prossime generazioni cadano nella trappola delle droghe. I politici non possono continuare ad ignorare la gravità del problema: smettano di parlarne e passino a un'azione concreta.

 

 
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Ultimo aggiornamento: 23 maggio 2012 15.14.11 CEST