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Non siamo le solite "Bandiere nere"

Il Messaggero


02/09/2009

L'opinione pubblica chiede chiarezza sull'influenza A-H1N1 perché una caotica gestione delle informazioni ha generato panico e confusione. Vediamo di fare il punto sugli argomenti più discussi, evitando il pessimismo di noi italiani che riteniamo sempre di essere le "bandiere nere". Non è detto che prendere decisioni rapide sia in questo campo la soluzione migliore.

Farmaci antivirali. Sono due i farmaci disponibili, contenenti i principi attivi oseltamivir e zanamivir. Sono stati presentati come specifici farmaci contro il virus dell'influenza, ma la loro efficacia è molto modesta. Due review comparse recentemente sul British Medical Journal riassumono le conoscenze cliniche su questi farmaci. Intanto bisogna dire che non vi sono studi riguardanti la loro efficacia contro il virus H1N1, poiché tutte le ricerche sono state condotte sui virus dell'influenza stagionale. Questi farmaci riducono di 12-36 ore i tempi delle manifestazioni cliniche dell'influenza o del ritorno alla normalità. Dal punto di vista della prevenzione si ha una riduzione dell'infezione di circa l'otto per cento; nessun effetto è stato osservato rispetto alla esacerbazione dell'asma nei bambini o all'uso degli antibiotici, mentre aumenta l'incidenza di vomito. I due articoli sono in sostanziale accordo e non raccomandano l'impiego degli antivirali come una valida strategia per contrastare l'influenza.

Il vaccino. Se ne discute molto, ma per ora è "virtuale" perché i dati disponibili sono insufficienti per esprimere qualsiasi giudizio sensato. Si possono tuttavia fare alcune considerazioni. Per quanto riguarda i tempi bisognerà attendere i risultati della sperimentazione. Ci si augura che il problema non venga affrontato con eccessiva fretta: tenendo conto che il trattamento sarà effettuato su milioni di persone, sarebbe necessario attendere alcuni mesi dalla fine dei test per osservare eventuali effetti collaterali o tossici.
I risultati determineranno le dosi che si devono impiegare - oggi ignote - e anche la frequenza del trattamento. Sarà necessaria la dose di richiamo? In questo caso dopo la prima somministrazione si dovrà attendere un mese e comunque per avere una protezione completa si dovranno attendere altre 2-3 settimane perché l'organismo sviluppi adeguate quantità di anticorpi.
Sembra quindi difficile pensare che il vaccino possa essere efficace prima della fine dell'anno, quando l'influenza avrà forse raggiunto il suo picco di diffusione mantenendo, si spera, il suo carattere benigno. Se invece dovesse avvenire una mutazione e questa determinasse una maggior virulenza c'è da augurarsi che il vaccino preparato per il ceppo di virus mite sia ancora efficace. Non bisogna poi dimenticare che una vaccinazione su molti milioni di soggetti richiede un'organizzazione che non è possibile allestire in pochi giorni, anche perché contemporaneamente, almeno sui soggetti a rischio, andrà effettuato anche il vaccino per l'influenza stagionale. Siamo sicuri che l'uso in molti soggetti di due vaccini quasi contemporaneamente non dia luogo ad interazioni oppure a una riduzione di efficacia? Gli interrogativi sono molti e solo il tempo potrà dare delle risposte. Quindi bisogna essere preparati ma conviene essere cauti e flessibili nelle decisioni.

Chiusura delle scuole. Poiché la proposta ha determinato discussioni e smentite è bene riflettere anche su questo aspetto. Intanto occorre chiederci: che cosa ci aspettiamo dalla chiusura delle scuole? Certamente una diminuzione del contagio e perciò della trasmissione dell'influenza. Tuttavia il problema si ripresenterebbe alla riapertura delle scuole a meno che non si decidesse di chiuderle per molti mesi. Ma sarebbe sensato per una pandemia benigna? Non si vede quindi la ragione per una proposta del genere. Oltretutto la chiusura delle scuole genererebbe notevoli problemi sociali, considerando che, almeno per le scuole elementari e per le medie, uno dei genitori dovrebbe rimanere a casa. Ciò non toglie che in casi particolari singole scuole, dove il contagio sia significativo, possano essere chiuse, ma decidendo caso per caso.

Se si vuole essere onesti nell'informazione bisogna dire che i dubbi sono maggiori delle certezze, perché tutto sta avvenendo ad una velocità che non consente adeguate riflessioni. Fortunatamente val la pena di ripetere che per ora il corso dell'influenza H1N1 è più blanda di quella stagionale. E' importante perciò realizzare un importante monitoraggio della infezione, perché solo maggiori conoscenze potranno darci elementi per assumere valide decisioni. Occorre programmare, ma tenendo presenti le varie possibili opzioni.

 

 
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Ultimo aggiornamento: 23 maggio 2012 15.18.07 CEST