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Mangiar sano costa troppo
10/09/2009
L'alimentazione è al centro della salute, e il pubblico è sempre più conscio della necessità di
coniugare la gastronomia con la sicurezza del cibo. Non vi è dubbio infatti che una corretta
alimentazione rappresenti una delle modalità importanti per ridurre le malattie croniche e quindi
per rendere sostenibile la spesa del Servizio Sanitario Nazionale. L'alimentazione ottimale sembra
essere quella che comporta moderazione, nel senso di non eccedere nell'assunzione di calorie, e
varietà nel senso di alternare le componenti nutritive. La dieta mediterranea è ormai uno standard
che predilige vegetali e pesce rispetto a carni rosse, latticini e zuccheri. E' interessante notare
che la dieta mediterranea raggiunge almeno due effetti importanti: prevenire le malattie
cardiovascolari e i tumori, due delle principali cause di morte.
Ma un articolo pubblicato sul "British Medical Journal" riporta un'analisi delle abitudini
dietetiche degli inglesi in rapporto alle linee-guida per una sana alimentazione. E' sorprendente
che solo l'uno per cento della popolazione centri il bersaglio di una dieta appropriata. In
particolare è poco diffusa l'abitudine di far prevalere le componenti vegetali. E questo anche a
causa delle condizioni economiche che regolano il mercato degli alimentari: soprattutto in tempi di
crisi ci si orienta verso cibi a basso costo. L'andamento dei prezzi è sfavorevole alle esigenze
della salute. Infatti mentre tutti i prodotti che dovrebbero essere consumati in piccole quantità,
quali merendine, carni, soft-drinks e così via, hanno diminuito i loro prezzi proporzionalmente al
costo della vita, frutta e verdura hanno avuto un'impennata.
Ciò ha reso difficile soprattutto per le famiglie a basso reddito nutrirsi in modo corretto.
Si dice sempre che bisogna impegnarsi nella prevenzione, ma ci si deve rendere conto che
occorre creare le condizioni più adatte perché si possa realizzare. Realizzare la prevenzione delle
malattie attraverso un'adeguata alimentazione non può essere compito solo della sanità, ma
coinvolge tutte le attività socio-economiche di un Paese.
Attualmente la prevenzione è lasciata ai singoli individui che trovano ostacoli anziché
essere aiutati a soddisfare adeguate condizioni alimentari.
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