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La doppia faccia dell'influenza un mistero ancora da chiarire
Corriere della Sera
11/09/2009
“Nessun pericolo, è un’influenza lieve, farà meno danni di quella stagionale” “
E’ una cosa seria, ci si deve preoccupare, non va sottovalutata, si dovrà fare il vaccino a tutti”.
Così gli esperti. E la gente è confusa. Insomma ci stiamo preoccupando per niente o è una cosa
seria? Andiamo con ordine, basandoci soprattutto sui dati che abbiamo a disposizione, e visto che i
guai dell’influenza sono soprattutto d’inverno guardiamo all’Australia, dove l’inverno è appena
finito. Lì ci sono 21 milioni di abitanti. L’influenza l’hanno presa in 30 mila, 3 mila hanno avuto
bisogno dell’ospedale, 95 sono morti, come o meno che con l’influenza stagionale. H1N1 dà qualche
problema in più ai giovani (quelli che sono morti in Australia avevano in media 50 anni, ma con l’i
nfluenza stagionale quelli che muoiono hanno in media 80 anni). Fin qui niente di nuovo. Ma di
quelli che sono finiti in ospedale in Australia - ed è successo in Messico e negli Stati Uniti -
qualcuno ha dovuto essere ricoverato in rianimazione. Questo con l’influenza stagionale non
succede.
E’ un po’ come se H1N1 avesse due facce. Come se fossero due malattie: i più hanno
pochissimi problemi, c’è chi non si accorge nemmeno di avere l’influenza. Ma qualcuno,
pochissimi per la verità, finisce in ospedale e capita che possa aver bisogno di terapia
intensiva. E’ perché il virus attacca gli alveoli polmonari, quelli che garantiscono lo scambio dei
gas (è un danno diretto, diverso da quello dell’influenza dei polli o della SARS dove è l’eccesso
di risposta immune a danneggiare i polmoni).
“E come faccio a sapere se io o i miei bambini saremo fra quelli che guariscono o fra i
pochissimi che finiranno in ospedale?” C’entrano i geni probabilmente, quelli del sistema maggiore
di istocompatibilità, HLA dicono i medici. Sono i geni che rendono ciascuno di noi diverso dagli
altri, e gli europei diversi dagli asiatici.
Ma precipitarsi a fare il test dell’HLA non serve. La combinazione di geni che rende
qualcuno più vulnerabile al virus per adesso non si conosce. Gli scienziati ci stanno
lavorando, e presto sapremo chi con questa influenza non rischia nulla e chi invece potrebbe
avere problemi. E’ a questi pochi che vanno riservati i farmaci antivirali. Se li si desse a tutti
il virus diventerebbe resistente e sarebbe peggio.
Giuseppe Remuzzi
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