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Perchè la censura non può vincere il super virus che fa paura agli USA

Corriere della sera


22/12/2012

H5N1 è ben diverso dagli altri virus influenzali, di H5N1 chi ha contatti stretti con animali infetti può anche  morire. Ma da uomo a uomo quel virus lì non è mai passato. Potrebbe succedere con quello nato in laboratorio? Forse, ma non pensiate che l’abbiano fatto apposta. Quei virus lì continuano a cambiare, quando si infettano tanti animali anche solo per studiare la risposta immune è possibile che uno di questi virus si modifichi, diventi più resistente e superi le barriere di specie. Ma le autorità negli Stati Uniti hanno paura. Se qualche malintenzionato imparasse a mescolare i geni di H5N1 con quelli di un virus come H1N1 per esempio che passa facilmente da uomo a uomo, le conseguenze sarebbero disastrose. Così hanno chiesto che quei lavori si pubblichino senza troppi dettagli, una cosa mai successa, una specie di censura sulla scienza. I ricercatori quei lavori li hanno mandati a Nature e Science,  e adesso Philip Campbel e Bruce Alberts che dirigono quelle riviste sono in un bel guaio. Cosa fare? Certo ne discuteranno e anche a lungo  con le autorità del bioterrorismo degli Stati Uniti ma alla fine non si faranno condizionare, i due lavori usciranno così come sono con tutti i dettagli. “Se lo conosci lo eviti” si diceva una volta del virus dell'Aids. Sembra un paradosso ma sapere tutto su come, quando e perché questi virus possono mutare è il miglior modo per evitare che si diffondano. E non basta, più informazioni avremo su H5N1 tanto migliori saranno i vaccini che potremo preparare (e forse ne avremo uno per tutti i virus dell’influenza senza doverli cambiare ogni anno). E non è affatto detto che H5N1, il virus degli uccelli che adesso in laboratorio passa facilmente da un animale all’altro, sappia anche passare da uomo a uomo. E ancora H5N1 circola dal 2005 e probabilmente anche da molto prima, solo nel Sud-est dell’Asia si sono infettate 600 persone ma mutazioni capaci di diffonderlo fra gli uomini non ne abbiamo mai viste. Non deve essere facile se no sarebbe già successo. Alla fine Nature e Science pubblicheranno quei lavori così come sono, ed è un gran bene. Sì, perché c’è un modo solo per proteggerci dalle epidemie, saperne di più e mettere questo sapere a disposizione di tutti.

Giuseppe Remuzzi
 

 

 
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Ultimo aggiornamento: 23 maggio 2012 15.27.43 CEST