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Addio al ciclo con la nuova pillola, ma non è giusto forzare la natura

Gente - 7/6/2007


Sono passati ormai  alcuni decenni da quando la pillola anticoncezionale ha rivoluzionato i costumi sessuali di buona parte del mondo. Scoperta da Pincusm non ha subito nel tempo grandi variazioni: sono cambiati i principi attivi che la compongono, rimanendo tuttavia sempre un progestinico associato ad un estrogeno, sono diminuite le dosi per ridurre gli effetti collaterali e tossici, sono aumentati inevitabilmente i prezzi.

Non desta quindi grande impressione l'approvazione di un nuovo prodotto contraccettivo da parte della Food and Drug Administration americana. Si tratta in effetti degli stessi principi attivi – levonorgestrel ed etnilestradiolo a dosi relativamente basse, rispettivamente 90 e 20 millesimi di milligrammo, rispetto a 150 e 30 millesimi di milligrammo per i “vecchi” contraccettivi. La sola differenza dipende dalla durata del trattamento.

Come è noto le preparazioni farmaceutiche più utilizzate vengono assunte per 21 giorni seguiti da sette giorni di interruzione in cui si assume un placebo. Il nuovo preparato viene invece somministrato ogni giorno. In questo modo la finalità è quella di abolire il ciclo mestruale che secondo chi prepara questa nuova pillola, non sarebbe gradito da molte donne, anche se la pillola in uso attuale riduce sostanzialmente sia il volume sia la durata del periodo mestruale.

Gli Autori sottolineano il fatto che non si devono avere preoccupazioni circa la quantità di ormoni cui si è inevitabilmente esposti durante la contraccezione, perché di fatto con la nuova preparazione si accumulano durante un anno 32,7 mg di levonorgestrel e 7,28 mg di etinilestradiolo in confronto rispettivamente a 40,95 mg e 8,19 mg per la pillola in uso .

Sono molte le domande che le donne si possono porre cui purtroppo non esistono adeguate risposte soprattutto se esaminiamo con un po’ di spirito critico la ricerca clinica fondamentale. Pur apparsa su di una importante rivista del settore, questa suscita non poche perplessità. Anzitutto rispetto agli studi di piccole dimensioni già disponibili lo studio che vogliamo esaminare è di buona numerosità, ma è uno solo, mentre i principi scientifici impongono che l'evidenza richiede sempre che una ricerca sia confermata da un altro studio condotto in un modo indipendente rispetto al primo.

Lo studio riguarda donne fra i 18 e i 49 anni presumibilmente fertili e con un ciclo mestruale regolare. Sono state esaminate 3459 donne, fra cui ne sono state reclutate 2402; il campione prescelto è perciò poco rappresentativo di tutta la popolazione femminile. Tanto più che, in seguito, 268 donne non hanno utilizzato il farmaco, 363 hanno interrotto lo studio per effetti collaterali e altre 850 hanno abbandonato la ricerca per altre ragioni. Le 921 donne su cui si basano i risultati dopo un anno di trattamento hanno avuto una soppressione delle mestruazioni solo nel 79 per cento dei casi; 21 donne su 100 trattate hanno perciò avuto 4 giorni di sanguinamento per ogni mese di trattamento.

Non bisogna tuttavia dimenticare tutte le partecipanti allo studio che hanno abbandonato la nuova pillola per cui in realtà coloro che rispondono positivamente rappresentano una piccola minoranza. Per ora non si hanno dati circa la ripresa delle mestruazioni, quando termini l’impiego della pillola.

Gli effetti tossici riportati più frequentemente  sono: mal di testa in un terzo dei casi trattati, dolori addominali e al seno, nausea e dismenorrea. Un importante limite dello studio dipende dal fatto che si tratta di una ricerca senza alcun confronto con un placebo o con la pillola correntemente impiegata. Sulla base dei dati disponibili risulta molto difficile al momento esprimere un giudizio positivo, perché l'obiettivo di azzerare i cicli mensili - ammesso che sia importante per le donne – è in realtà raggiunto solo in una modesta percentuale delle persone trattate. C'è da stupirsi per il clamore dato a questa prematura (?) decisione dell'agenzia americana, considerando anche che non sappiamo se dopo anni di trattamento sia possibile il ritorno del ciclo a chi desideri di avere una gravidanza. Prudenza quindi!

Silvio Garattini
25 maggio 2007

 

 
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