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Corriere della Sera, Lombardia


09/07/2007

L'Unione Europea propone che gli infermieri abbiano 11 ore di riposo tra un turno e l'altro. Questo, qualche volta, crea problemi per l'organizzazione del lavoro e gli Ospedali chiedono un po' di flessibilità per potersi organizzare come ritengono più opportuno.

Così le Regioni vorrebbero una deroga a questa normativa, ma i sindacati no, trovano che i turni siano troppo duri. Chi ha ragione? Dipende.

Il lavoro degli infermieri è impegnativo, si lavora per molte ore al giorno da noi e dappertutto e poi c'è il turno di notte (ogni 5 giorni), si lavora quasi sempre il sabato e la domenica (la mattina o il pomeriggio o la notte). Tanti che lavorano in Ospedale vorrebbero fare di più, ma non c'è tempo, o non ce n'è abbastanza per fare le cose come si deve.

Peccato, perché certi studi - uno fatto negli Stati Uniti e pubblicato nel New England Journal of Medicine per esempio – hanno fatto vedere che se gli infermieri avessero più tempo da dedicare agli ammalati, si guarirebbe di più.

E non basta, due analisi promosse dal governo americano in quasi 200 Ospedali, hanno dimostrato che gli infermieri riescono ad intercettare l'87 percento degli errori dei medici prima che possano provocare un danno agli ammalati. Per farlo però devono essere in forma.

Negli Ospedali dove gli infermieri (e i medici) non riposano abbastanza ci sono più infezioni, più emorragie, e perfino più casi di insufficienza di cuore che non dove l'organizzazione concede turni di riposo più lunghi. Ma dopo quante ore si è così stanchi da sbagliare di più?

Chi ha studiato questi problemi ha visto che gli infermieri non dovrebbero lavorare più di 12 ore su un periodo di 24 ore, e non più di 60 alla settimana. Allora 11 ore di riposo come vuole la Comunità Europea? Non è detto, oggi per lo meno in Lombardia, nella maggior parte dei casi le ore di riposo sono 10 (o 8) tra il primo e il secondo turno e 32 prima del terzo, poi si sta a casa per 2 giorni.

È difficile sostenere che 8 o 10 sia diverso da 11. E poi non siamo tutti uguali. Otto ore di riposo per qualcuno è troppo poco, per altri è più che sufficiente.

Più che stabilire le ore di riposo per legge, si dovrebbero seguire i principi generali che vengono dai lavori di chi ha studiato bene il problema ed applicarli con un po' di buon senso. E poi lasciare che di volta in volta siano gli infermieri, insieme ai medici e a chi dirige gli Ospedali a trovare un accordo, anche perché in Ospedale ci sono attività molto diverse.

Lavorare in una sala operatoria dedicata a certi trapianti complessi o vicino ad ammalati di tumore che hanno poco da vivere, è diverso che stare in un ambulatorio. Gli infermieri, in Italia, sono per il 70 percento donne e in gran maggioranza mamme. Se hanno due bambini piccoli è un conto, se hanno un figlio di 18 anni e una figlia di 16 è diverso.

C'è il caso che i sindacati vogliano certi turni di riposo ma che gli infermieri preferiscano fare turni più lunghi per poi stare a casa tre giorni di fila e dedicarsi alla famiglia. Se lo si può fare, perché no? (Se gli infermieri - che sono il vero motore delle attività dell'Ospedale - oltre a non essere stanchi sono contenti, è meglio anche per gli ammalati). Con grande attenzione però a non organizzare le attività dell'Ospedale in rapporto alle esigenze di chi ci lavora.

È capitato, in un Ospedale della Lombardia, che gli infermieri di un certo reparto abbiano manifestato per scritto il loro “diritto a tre settimane di ferie di fila, d'estate”. No, negli Ospedali diritti così non ce ne devono essere, per nessuno. Le tre settimane di fila si fanno se si può. Se in luglio o in agosto ci sono ammalati gravi, viene prima la necessità di curarli bene.

Giuseppe Remuzzi

 

 
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