Mario Negri - Istituto di Ricerche Farmacologiche

   ENGLISH VERSION

Linee di ricerca

Lab. Biologia delle Malattie Neurodegenerative

Lab. Epidemiologia e Psichiatria Sociale

Lab. Infiammazione e Malattie del Sistema Nervoso

Lab. Malattie Neurologiche

Lab. Morte Neuronale e Neuroprotezione

Lab. Neurobiologia dei Prioni

Lab. Neurobiologia Molecolare

Lab. Neurochimica e Comportamento

Lab. Neurologia Sperimentale

Lab. Neuropsichiatria Geriatrica

Lab. Psicofarmacologia Sperimentale

Lab. Valutazione della Qualità delle Cure e dei Servizi per l'Anziano

 

Attività di ricerca

Staff

Pubblicazioni

 

Attività di ricerca


Studi epidemiologici sulla sclerosi laterale amiotrofica (SLA)
Vi sono inclusi studi su incidenza, fattori di rischio e mortalità della SLA. Le informazioni sono derivate da un registro regionale di malattia istituito nel 1998 e comprendente tutti i pazienti con nuova diagnosi di SLA identificati sull’intero territorio regionale. Utilizzando simili protocolli di indagine, informazioni analoghe sono raccolte in due altri registri regionali (piemontese e pugliese) ai quali il registro lombardo è associato. I dati provenienti dal registro lombardo e da pazienti esaminati nel contesto di collaborazioni con il Gruppo Italiano della SLA sono stati anche utilizzati per una verifica della validità e della riproducibilità dei criteri diagnostici della SLA e di alcune scale funzionali. Sulla base dei dati acquisiti, l’incidenza annua della SLA è risultata sovrapponibile a quanto documentato in altri paesi occidentali in cui sono stati attivati registri di malattia, attestandosi intorno ai valori più elevati della letteratura (2 casi per 100.000). Anche la mortalità è risultata comparabile ai risultati degli studi di popolazioni analoghe condotti con metodi più rigorosi. La validazione dei criteri diagnostici per la SLA attualmente in uso (classificazione di El Escorial) ha permesso di affermare che tali criteri sono validi e riproducibili solo dopo opportuno addestramento degli esaminatori.
Il Laboratorio di Malattie Neurologiche ha istituito nell’ottobre 2004 un gruppo collaborativo europeo sui registri della SLA (EURALS) al quale partecipano i titolari di registri regionali e nazionali della malattia ed altri ricercatori impegnati nello studio della SLA, per la creazione di un database comune, completato nel corso dell’anno 2005. Con la collaborazione di gruppi Inglesi ed Irlandesi (titolari di registri di popolazione), nel corso del 2009 sono stati pubblicati i risultati di una analisi dell’incidenza della SLA nel biennio 1998-99 utilizzando i dati di pazienti inseriti nei registri di popolazione. Con il coordinamento del Laboratorio di Malattie Neurologiche sono in corso i seguenti studi: 1. Uno studio caso-controllo su eventi traumatici e rischio di SLA (condotto con la collaborazione dei registri italiani); 2. Uno studio caso-controllo su attività sportive ed esercizio fisico e rischio di SLA (condotto con i partner del gruppo EURALS); 3. Uno studio sulla prevalenza del deterioramento cognitivo e di segni extrapiramidali nelle SLA di nuova diagnosi (registri italiani); 4. Uno studio sulla mortalità della SLA nella coorte 1998-99 dei registri di popolazione europei (Consorzio EURALS).

Strategie terapeutiche innovative in pazienti con epilessia
Nel contesto di uno studio multicentrico nazionale, una coorte di pazienti con una prima crisi epilettica non provocata, randomizzati a decorrere dal 1988 a trattamento immediato o ad attesa della ricorrenza di crisi per l’inizio del trattamento, è stata riesaminata dopo prolungamento del follow-up per verificare l’impatto delle due strategie terapeutiche sulla prognosi a lungo termine dell’epilessia (definita dalla probabilità di remissione delle crisi per almeno 5 anni).
Per stabilire se la mancata risposta a due farmaci antiepilettici sia sufficiente per indicare una condizione di farmacoresistenza nel bambino, soggetti in età pediatrica giudicati refrattari a due farmaci antiepilettici sono stati randomizzati ad introdurre un terzo farmaco oppure ad ottimizzare il trattamento assegnato e seguiti per un massimo di 3 anni. Il beneficio terapeutico è definito dal raggiungimento di almeno sei mesi consecutivi di completo controllo delle crisi. Lo studio è stato condotto in collaborazione con l’IRCCS “Stella Maris” di Calabrone (PI). Lo studio è stato concluso prima del completamento del reclutamento per difficoltà insorte nel reperimento dei pazienti. I dati disponibili sono stati elaborati ed un manoscritto scientifico è in preparazione.

Trattamento della prima crisi epilettica e mortalità a breve e lungo termine
Una coorte di 419 pazienti esaminati al tempo della prima crisi epilettica non provocata, randomizzati ad essere trattati immediatamente o all’atto di una eventuale recidiva, è stata osservata per un periodo massimo di 20 anni per verificare la mortalità a breve e lungo termine. 40 pazienti morirono nel corso del follow-up. Il tasso standardizzato di mortalità (SMR), calcolato mediante il rapporto standardizzato di mortalità utilizzando come confronto la popolazione italiana, non è risultato significativo (SMR 1,2; IC95% 0,9-1,7). Il tasso non è risultato modificato dall’astensione dal trattamento della prima crisi.

Epidemiologia delle malattie neurologiche in Albania
Con la collaborazione della Fondazione Mariani e della Clinica Neurologica dell’Università di Tirana, è in corso uno studio sulla prevalenza e sull’incidenza di alcune malattie neurologiche (ictus cerebrale, epilessia, cefalea, demenza, neuropatie periferiche, parkinsonismi, sclerosi multipla, paralisi cerebrale infantile) in una comunità urbana (Tirana) ed una comunità rurale (Saranda) dove sarà effettuata un’indagine porta a porta. Nel 2005 è stato condotto uno studio di validazione dei criteri diagnostici delle malattie in oggetto.
Lo screening ha coinvolto 9869 persone (Tirana 4953; Saranda 4916). I tassi di prevalenza delle singole patologie (espressi in casi per 1000) sono, in ordine decrescente, 258 (cefalea), 36 (polineuropatia), 15 (epilessia), 13 (ictus), 11 (demenza), 9 (parkinsonismi), 5 (paralisi cerebrale infantile) e 0,3 (sclerosi multipla).

Malattie cerebrovascolari e rischio di epilessia
L’epilessia rappresenta una complicanza non infrequente dell’ictus cerebrale. Si stima che crisi sintomatiche acute (cioè occorrenti nella settimana successiva all’evento vascolare) possano manifestarsi fin nei due terzi dei pazienti con ictus cerebrale ischemico o emorragico e che una epilessia (crisi non provocate ricorrenti) sia presente nel 2-4% dei casi. Mancano dati consistenti sui fattori di rischio e non esistono informazioni sulla efficacia dei farmaci antiepilettici nella prevenzione delle crisi non provocate e dell’epilessia. Per tali motivi, è stata iniziata nel 2007 una indagine osservazione prospettica nazionale volta a definire il rischio di crisi sintomatiche acute, crisi non provocate ed epilessia (ed i principali fattori di rischio) in una coorte di pazienti con primo ictus cerebrale ischemico o emorragico osservati per un periodo massimo di 24 mesi. L’indagine è stata programmata anche allo scopo di verificare la fattibilità di un trial terapeutico pragmatico sulla profilassi delle crisi epilettiche e dell’epilessia nell’ictus cerebrale. L’analisi di 714 pazienti ha consentito di calcolare l’incidenza di crisi sintomatiche acute (6,7%) ed i predittori indipendenti di crisi. L’ictus cerebrale emorragico e le lesioni corticali sono risultati associati ad un maggior rischio.

Cefalea e comorbilità
La cefalea è frequentemente associata a comorbilità. Tra le patologie associate più frequenti va segnalata l’epilessia. E’ stata recentemente completata l’analisi dei dati di uno studio osservazionale che mirava a documentare eventuali differenze cliniche tra i pazienti con cefalea ed epilessia ed i pazienti affetti da sola cefalea o epilessia. L’esame di 1167 pazienti (156 con cefalea ed epilessia, 675 con sola cefalea e 336 con sola epilessia) ha permesso di verificare che i tre gruppi differiscono per familiarità per epilessia (prevalente nei pazienti con entrambe le patologie) o cefalea (prevalente nei pazienti con sola cefalea) e per caratteristiche cliniche (sintomi generalmente meno severi nei casi con cefalea ed epilessia)

Trial terapeutici nelle malattie neurologiche
Nel corso nel 2010 sono stati continuati sei trial terapeutici finanziati dall’Agenzia Italiana per il Farmaco (AIFA) ed un trial terapeutico finanziato dal Ministero della Salute. Si tratta rispettivamente di: 1. Un trial randomizzato a bracci paralleli in doppio cieco contro placebo per la verifica dell’efficacia e della tollerabilità della L-acetilcarnitina nella SLA; 2. Un trial randomizzato di confronto in aperto per la verifica dell’efficacia comparata dell’Eritropoietina e del Metilprednisolone nel trattamento acuto della mielopatia traumatica; 3. Un trial randomizzato a bracci paralleli in doppio cieco contro placebo per la verifica dell’efficacia e della tollerabilità del valproato nella cefalea da abuso di farmaci; 4. Un trial randomizzato sulla efficacia di un programma riabilitativo integrato per la prevenzione delle cadute nella malattia di Parkinson. 5. Un trial randomizzato in aperto sull’efficacia di un monitoraggio attivo degli eventi avversi dei farmaci antiepilettici e delle interazioni farmacologiche in pazienti trattati con altri farmaci. 6. Un trial randomizzato in aperto sull’efficacia di un programma di educazione a distanza destinato a medici che operano in case di riposo e volto a verificare, rispetto alla “usual care”, una riduzione del numero di trattamenti inappropriati. La prima sperimentazione mira a reperire un trattamento potenzialmente efficace in una patologia che per il momento dispone di un solo farmaco (il Riluzolo) in grado di modificarne, seppure lievemente, la mortalità. L’L-acetilcarnitina ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza in modelli animali di malattia del motoneurone. La seconda sperimentazione intende verificare l’efficacia dell’eritropoietina, un farmaco in grado di attenuare gli effetti dello shock spinale di origine traumatica ed accelerare il recupero neurologico nell’animale da esperimento. Il farmaco di confronto (metil-prednisolone ad alte dosi) è stato selezionato perché correntemente usato nella pratica clinica. La terza sperimentazione ha lo scopo di verificare se una profilassi con valproato (un farmaco correntemente utilizzato per la profilassi dell’emicrania) è in grado di abbattere la sintomatologia propria della cefalea da abuso di farmaci, una forma comune di cefalea cronica idiopatica talora gravemente invalidante. La quarta sperimentazione vuole verificare se un programma integrato di riabilitazione rispetto alle terapie fisiche tradizionali in pazienti con malattia di Parkinson a rischio di cadute comporta una riduzione della frequenza delle cadute.
La quinta sperimentazione intende verificare il valore aggiunto di un monitoraggio attivo mediante contatti prolungati col paziente di eventi avversi ed interazioni farmacologiche rispetto alla gestione abituale di questi fenomeni nel contesto della “usual care”. La sesta sperimentazione intende dimostrare il valore aggiunto dell’educazione a distanza per il miglioramento della pratica clinica. Nella prima sperimentazione il laboratorio di malattie neurologiche è coordinatore dello studio; nelle altre il laboratorio è una delle unità operative con compiti di partecipazione alla stesura del protocollo, di allestimento del modulo di raccolta dati, di stesura e realizzazione del piano di analisi statistica, e di partecipazione alla stesura del rapporto scientifico finale.

Gradimento del trattamento farmacologico da parte di bambini ed adolescenti con epilessia
L’epilessia è una malattia che richiede l’uso cronico di farmaci che possono avere effetti indesiderati che ne influenzano il gradimento. Uno scarso gradimento del trattamento, soprattutto nei soggetti in età evolutiva, può condizionare la compliance ed influenzare la qualità di vita del paziente e dei suoi familiari. 293 pazienti con epilessia in età compresa tra 3 e 17 anni sono stati ammessi ad uno studio osservazionale prospettico nazionale all’inizio o al cambiamento di un trattamento antiepilettico e riesaminati ad uno e tre mesi. Al termine del primo mese il 29,4% dei cari dichiarava di non gradire il trattamento. La percentuale si riduceva al 24,2% a tre mesi. I pazienti con epilessia di nuova diagnosi mostravano di gradire il trattamento in proporzioni maggiori dei pazienti con diagnosi di più lunga data. Le variabili che più si correlavano con lo scarso gradimento del trattamento erano la presenza di effetti indesiderati, la durata di malattia e la scarsa qualità di vita dei familiari.

 

 

 
Cerca

PubMed

Staff

Sito

Sostieni la Ricerca
Dona il tuo 5xmille

L'istituto Mario Negri per il medico

Interazioni tra farmaci ->

Centro Cochrane Italiano ->

Press Room

Newsletter ->

Comunicati stampa ->

L'Istituto sulla stampa ->

Rassegna stampa ->

Televisione ->

L'istituto Mario Negri per te

Servizio di informazione
sui farmaci

Centro Malattie Rare

tel 035.4535304

PartecipaSalute

Lo sai mamma?

La ricerca al servizio
della salute

Newsletter

Cerca

Accesso WEBMAIL

Accesso INTRANET

Accesso e-JOURNALS

Noi aderiamo
ai principi
HONcode

 
 

Via La Masa, 19 - 20156 Milano Tel: +39.02.39014.1 Fax: +39.02.354.6277 - +39.02.3900.1918 E-mail: mnegri@marionegri.it
Ultimo aggiornamento: 8 febbraio 2012 3.53.58 CET