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Ariela Benigni
Head, Department of Molecular Medicine
Ariela Benigni è nata a Bergamo nel 1955. Si è laureata in Scienze Biologiche con pieni voti
all'Università degli Studi di Milano nel 1979. Dopo un'iniziale esperienza all'Istituto Mario Negri
di Milano, ha iniziato a collaborare con il gruppo del nefrologo prof. Giuseppe Remuzzi presso gli
Ospedali Riuniti di Bergamo nel 1980.
Nel 1981 si è trasferita in Francia per un training post-laurea supportato dalla Comunità
Economica Europea presso il Centre Regional de Transfusion Sanguigne de Strasbourg.
Dal 1983 è ricercatrice dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Bergamo,
presso il quale svolge la funzione di Capo Dipartimento di Medicina Molecolare.
Dal 1991 è Segretario Scientifico del Negri Bergamo e del Centro di Ricerche Cliniche per le
Malattie Rare "Aldo e Cele Daccò" dell'Istituto Mario Negri. Ha conseguito il dottorato di ricerca
(Ph.D.) presso l'Università di Maastricht - Academisch Ziekenhuis Maastricht.
Da marzo 2007, collabora con l’Organizzazione Mondiale della Sanità per un progetto
multicentrico internazionale sui fattori angiogenici come causa di pre-eclampsia. È stata
recentemente “Senior Fellow in Obstetric Medicine” presso l’Università di Oxford.
Dal 1996 al 1998 è stata Associate Editor del Journal of Nephrology e dal 2003 al 2005 Associate
Editor della rivista Kidney International.
La sua attività scientifica riguarda soprattutto la comprensione delle cause dello sviluppo di
glomerulonefriti e i meccanismi di progressione del danno che porta alla perdita di funzione dei
reni. In particolare vanno ricordati gli studi che riguardano il ruolo dei metaboliti dell’acido
arachidonico nel danno renale. In quest’ambito alcuni studi della dottoressa Benigni hanno
individuato nell’alterazione del metabolismo dell’acido arachidonico una possibile causa dell’i
nsorgenza di una complicanza della gravidanza, la pre-eclampsia. Questi studi hanno fornito il
razionale per l’impiego di aspirina a basse dosi per prevenire l’insorgenza della pre-eclampsia,
terapia che viene tuttora utilizzata in pazienti ad alto rischio. Sempre per quanto riguarda i
mediatori di danno renale, gli studi che indicano l’endotelina come responsabile della disfunzione
di quest’organo sono stati effettuati per la prima volta a Bergamo e hanno aperto nuove prospettive
terapeutiche per le malattie renali di origine diabetica e non diabetica. Studi recenti della
dott.ssa Benigni si sono focalizzati sul ruolo dei recettori Toll-like nella patogenesi di malattie
autoimmuni quali il lupus eritematoso sistemico. La scoperta di anomalie di particolari cellule
renali, i podociti, in condizioni di danno indotto dal diabete ha contribuito a scoprire come
alterazioni di proteine del podocita siano alla base della comparsa di proteine nelle urine. Gli
studi dei mediatori di danno e delle proteine del podocita sono stati propedeutici alle prove
cliniche in pazienti con malattia renale progressiva che hanno dimostrato che è possibile arrestare
la progressione della malattia ed evitare la dialisi con farmaci anti-ipertensivi.
Nel campo del rigetto del trapianto, la dottoressa Benigni è stata tra i primi ad utilizzare
con successo la terapia genica con vettori virali per prevenire il rigetto acuto del trapianto di
organo solido senza ricorrere a farmaci antirigetto. Recenti esperimenti condotti dalla dottoressa
Benigni hanno permesso di dimostrare che è possibile prevenire il rigetto cronico con la terapia
genica. Il rigetto cronico è la prima causa della perdita della funzionalità dell’organo
trapiantato, per la quale non è stato trovato ancora nessun rimedio.
La dottoressa Benigni ha tenuto numerose lezioni su invito a Congressi nazionali e
internazionali ed è autrice di circa 185 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali.
Elenco pubblicazioni
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