Nel 1960, Mario Negri con il suo testamento ci ha dato una grande opportunità.
L'abbiamo colta realizzando a Milano la
prima fondazione italiana interamente dedicata alla ricerca biomedica: una
struttura agile, come tutte le attività private, ma dedicata all'interessa pubblico perché
appartenente al non profit.
Siamo partiti in 22, il gruppo attivo all'Istituto di Farmacologia dell'Università di Milano e
siamo cresciuti nel tempo e nello spazio: siamo oggi quasi 900 in quattro sedi. Abbiamo creato un
centro al servizio delle conoscenze scientifiche e degli ammalati.
Oltre 11.000 pubblicazioni in riviste scientifiche internazionali hanno riscosso interesse tanto
che, tra i 50 ricercatori italiani di tutte le discipline scientifiche più citati nel mondo,
quattro appartengono al Mario Negri.
Le difficoltà sono state molte, perché viviamo in un Paese dove la ricerca non è mai stata una
priorità. Abbiamo sempre posto in primo piano la libertà, anche se ciò ha comportato sacrifici
economici. Non abbiamo debiti.
Pubblichiamo i nostri risultati. Per scelta, non brevettiamo i risultati della nostra ricerca in
campo terapeutico.
Abbiamo mantenuto costanti i nostri settori di interesse nel campo delle malattie
cardio-vascolari, psichiatriche/neurologiche e tumorali. Abbiamo aggiunto nel prosieguo delle
nostre attività: ambiente e salute, malattie renali, trapianti d'organo, malattie rare, adattando
le nostre ricerche agli sviluppi tecnologici.
Abbiamo accentuato, come necessario, la specializzazione cercando, tuttavia, di mantenere
presente il quadro generale sempre orientato alla medicina e agli ammalati.
Dal lavoro iniziale, strettamente di laboratorio, abbiamo sentito la necessità di un
collegamento diretto con la clinica, operando per una medicina basata sull'evidenza e imparando
l'importanza degli studi epidemiologici, dei fattori di rischio, delle condizioni economiche e
sociali per la salute individuale e collettiva.
Abbiamo fatto partecipi delle nostre attività associazioni, gruppi ospedalieri in varie
specializzazioni, medici di medicina generale, infermieri, convinti che la ricerca sia il motore
indispensabile per conoscere e progredire.
Tutto ciò è stato sorretto da una ricerca di base nei campi della farmacocinetica, della
farmacologia, dell'immunologia, della biologia cellulare, della genomica e della proteomica.
L'attività di formazione
Accanto all'attività di ricerca abbiamo sentito la necessità di educare giovani ricercatori e di
aiutarli a sviluppare la loro creatività.
Sono oltre 3000 i giovani che sono stati formati in Istituto; molti di essi hanno ottenuto
diplomi di qualificazione professionale per tecnici, farmacologi, infermieri.
Di recente, abbiamo attivato un programma di formazione avanzata per ottenere il titolo di PhD,
grazie a una convenzione con la Open University di Londra.
La divulgazione delle informazioni è stata uno dei nostri costanti interessi fin dall'epoca in
cui i ricercatori non abbandonavano la loro torre d'avorio.
Spesso siamo andati controcorrente nella difesa dell'ambiente, nella lotta contro il fumo e la
droga, nell'informazione sui rischi e benefici associati all'impiego dei farmaci, promuovendo la
libertà della ricerca dalle ideologie politiche e religiose nonché la prevenzione dalle malattie e
i diritti degli ammalati.
Ci ha confortato e stimolato l'aiuto di molti: istituzioni e privati, grandi e piccoli
contributi.
Ci auguriamo di ricevere il supporto di tanti per continuare a essere un istituto scientifico
libero, sempre al servizio degli ammalati.