Laboratorio di Ictus e Disfunzioni Vascolari  

In Italia l’ictus causa 67 000 morti all’anno, molti dei sopravvissuti hanno disabilità permanenti anche gravi. A livello globale, la diffusione delle stroke unit, i progressi dei trattamenti e la maggiore attenzione alla prevenzione primaria hanno diminuito l’incidenza dell’ictus del 17% negli ultimi 30 anni e contribuito all’aumento della sopravvivenza dei pazienti del 36% nello stesso periodo. I trattamenti disponibili hanno una limitata finestra terapeutica e in alcuni casi potrebbero causare eventi emorragici; quindi, circa il 40% dei pazienti con ictus non può ricevere cure. Inoltre l’aumento della sopravvivenza non corrisponde sempre ad un miglioramento delle condizioni di vita.

La nostra ricerca è finalizzata a chiarire i meccanismi che sottendono i difetti della circolazione sanguigna cerebrale, al fine di identificare nuove opportunità terapeutiche per le patologie cerebrovascolari.

Linee di ricerca

Alterazioni dei vasi cerebrali dopo ictus: ruolo del sistema del complemento

Le alterazioni della funzione e della struttura cerebrovascolare sono alla base del danno cerebrale e del declino cognitivo in condizioni neurologiche acute e croniche. Il sistema del complemento (SC) è una reazione infiammatoria che offre una protezione precoce dagli agenti patogeni. Nel cervello, SC è importante per lo sviluppo, l’omeostasi e la rigenerazione dei neuroni durante la vita, ed è influenzato da fattori fenotipici e genetici. In seguito a ictus, il SC si attiva in maniera tossica, determinando una cascata di eventi avversi che contribuiscono all’espansione della lesione. Basandosi sull’ipotesi originale che la tossicità del SC dopo danno cerebrale induca una disfunzione vascolare, il laboratorio è impegnato nello studio delle caratteristiche molecolari di SC associate all’alterazione patologica dei vasi cerebrali. Per questa linea di ricerca vengono utilizzate colture cellulari derivate da vasi cerebrali umani e modelli sperimentali di ictus ischemico. La nostra ambizione è sviluppare approcci di medicina di precisione identificando marcatori utili alla definizione di un profilo cerebrovascolare a rischio e migliorare il decorso clinico dei pazienti affetti da ictus e declino cognitivo.

Studi sui processi infiammatori che contribuiscono all’instabilità della placca aterosclerotica

L’87% dei casi di ictus è di carattere ischemico e riconosce come causa frequente la rottura di una placca aterosclerotica. La placca aterosclerotica è un deposito di grasso e materiale cellulare sulla parete dei vasi che potrebbe rompersi e causare complicanze tromboemboliche. Quando una placca manifesta un aumentato rischio di rottura si definisce vulnerabile. Gli esami diagnostici comunemente condotti sui pazienti aterosclerotici, come l’ecocolordoppler, non identificano in modo chiaro una placca vulnerabile. Per questa ragione in laboratorio siamo impegnati nella ricerca di un biomarcatore misurabile nel sangue che sia in grado di indicare la presenza di una placca vulnerabile. Il sistema del complemento è un processo infiammatorio coinvolto nell’evoluzione morfologica della placca. Il lavoro del nostro laboratorio ambisce all’identificazione di biomarcatori circolanti del complemento in grado di predire la vulnerabilità di placca e il rischio di ictus ischemico. In particolare abbiamo osservato che alcune proteine iniziatrici della via lectinica del complemento, le ficoline, come le molecole i cui alti livelli sanguigni sono associati alla presenza di una placca vulnerabile nei pazienti. Il nostro lavoro è dedicato alla validazione dei biomarcatori del complemento, all’individuazione di prodotti attivi del complemento con la maggiore sensibilità predittiva e alla comprensione dei meccanismi infiammatori intraplacca associati alle molecole identificate. Il nostro obiettivo finale è di prevenire le complicanze neurologiche conseguenti alla rottura della placca e offrire nuove opportunità terapeutiche attraverso l’identificazione di un marcatore circolante delle placche vulnerabili associate ad aumentato rischio di ictus ischemico.

Contributo delle cellule immunitarie residenti nel cervello alle manifestazioni neurologiche della sindrome di Wiskott-Aldrich

La sindrome di Wiskott-Aldrich (WAS) è una patologia genetica rara causata dalla deficienza della proteina WAS, un importante regolatore dello sviluppo delle cellule immunitarie. Le manifestazioni cliniche più comuni sono patologie autoimmuni e sanguinamenti, ma possono anche verificarsi manifestazioni neurologiche. I meccanismi responsabili degli eventi neurologici sono poco conosciuti, ma è ipotizzabile che siano coinvolte cellule non neurali residenti nel cervello, come la microglia e i macrofagi residenti. Il gene WAS è infatti espresso costitutivamente dalla microglia, la popolazione immunitaria residente nel cervello. La microglia svolge il ruolo fisiologico di sorveglianza continua dell’omeostasi cerebrale e viene attivata in caso di patologie del cervello. Inoltre, durante lo sviluppo del cervello partecipa al rimodellamento sinaptico attraverso un processo fagocitico che sottende la formazione della rete di connessioni neuronali. Per chiarire gli effetti neurologici della sindrome WAS, il progetto si propone di indagare: 1) se WAS è implicata nei processi fisiologici di sviluppo cerebrale coordinati dalle cellule immunitarie residenti; 2) se la deficienza di WAS induca specifiche conseguenze neurologiche associate ad alterazioni comportamentali. Tra i modelli sperimentali proposti, il progetto prevede l’uso di cellule staminali pluripotenti riprogrammate (iPSC), che verranno indotte a maturare nelle popolazioni cellulari del cervello. Questa tecnologia permetterà in futuro di effettuare studi farmacologici di precisione a partire da cellule periferiche prelevate in maniera non invasiva dai pazienti stessi. L’obiettivo finale è di identificare possibili target farmacologici per limitare le conseguenze neurologiche associabili alla sindrome di Wiskott-Aldrich e migliorare l’aspettativa di vita dei pazienti affetti.

Responsabili
Stefano
Fumagalli
Capo Laboratorio
Capo Laboratorio
stefano.fumagalli@marionegri.it
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Ricercatore
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Ricercatore
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Ricercatore
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Ricercatore
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Codice:

International Consensus on Cardiopulmonary Resuscitation.

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