Laboratorio di Informatica Medica

Il laboratorio si occupa di studiare come le nuove tecnologie (principalmente social media, applicazioniper smartphone e tablet, e gli strumenti web 2.0) impattano sulla formazione e sull’aggiornamento degli operatori sanitari e quali ricadute hanno sui pazienti in termini di prevenzione e cura delle malattie.

Il laboratorio si occupa anche di studiare i social media come strumenti per la comunicazione e la promozione della salute, soprattutto da parte delle istituzioni sanitarie.

La ricerca si affianca all’attività di formazione degli operatori sanitari e dei comunicatori/giornalisti scientifici all’impiego degli strumenti di socialmedia e web 2.0.

Linee di ricerca

Indagine sull’impiego di App per la salute e wearable da parte dei pazienti

Il Laboratorio di Informatica Medica, insieme al Laboratorio Ricerca per il Coinvolgimento dei Cittadini in sanità (anch’esso appartenente al Dipartimento di Salute Pubblica) ha collaborato con l’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano. Nell’ambito dell’Osservatorio ha coordinato e condotto l’indagine “Innovazione Digitale in Sanità: cosa ne pensano le Associazioni di pazienti”. L’indagine ha raccolto e analizzato il punto di vista dei rappresentanti di Associazioni di pazienti su impatto, uso e ostacoli delle nuove tecnologie digitali per la salute, con particolare riferimento alle App per la salute e ai wearable (come braccialetti e orologi intelligenti e contapassi). I principali risultati elaborati e pubblicati nel corso del 2018 illustrano che tali strumenti offrono nuove opportunità per coinvolgere i pazienti nei vari processi che riguardano la gestione e la conoscenza del proprio stato di salute. Tra le app maggiormente utilizzate figurano quelle informative, quelle che forniscono servizi sanitari (prenotazione esami, consultazione referti medici, ecc.) e quelle che favoriscono una maggiore adesione terapeutica. Tuttavia il loro uso è limitato, poiché i pazienti – e le Associazioni di pazienti – sono in attesa di maggiori evidenze che ne dimostrino la reale efficacia nonché di interventi che ne rendano più semplice l’utilizzo. Uso di social media da parte delle Aziende Sanitarie Locali L’uso dei Social media da parte della ASL Italiane per comunicare è tuttora limitato a esperienze di poco conto come dimostrato da alcuni gruppi di ricerca. In un progetto condotto nel 2018 in collaborazione con l’Università di Cagliari, il Laboratorio di Informatica Medica ha indagato su quanto e come le ASL impiegano i Social media per comunicare, ma soprattutto promuovere, la salute. I risultati indicano che Facebook, YouTube, Twitter, Instagram e LinkedIn sono attivamente usati rispettivamente dal 47%, 38%, 33%, 9% e 6% delle 101 ASL italiane, con differenze significative a vantaggio delle regioni del Centro e del Nord Italia. La maggior parte dei contenuti oggetto della comunicazione riguarda il lancio di articoli pubblicati sui siti web istituzionali. Solo in pochi casi i social media sono impiegati per promuovere la salute o come strumenti per la prevenzione delle malattie. Mediamente le 101 ASL hanno aperto e usano attivamente due differenti piattaforme di social media (l’11% di esse almeno tre).

Uso dei social media e delle app mediche da parte dei medici italiani

Il Laboratorio di Informatica Medica è impegnato in studi sull’impiego di social media (Facebook, Twitter, YouTube), di strumenti web 2.0 (feed RSS, wiki, online communities) e di applicazioni per smartphone e tablet da parte di medici italiani. Indagini di questo tipo sono state svolte in collaborazione con ANMCO (Associazione nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri), AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e SIU (Società Italiana di Urologia) per indagare sulla conoscenza e l’uso di questi strumenti da parte, rispettivamente, dei cardiologi, oncologi e urologi italiani. Una nuova indagine condotta nel 2018 su un campione di 965 medici italiani (26% MMG o pediatri di libera scelta, 76% medici specialisti in altre aree mediche) indica che Facebook, Twitter, LinkedIn, YouTube e Instagram sono usati rispettivamente dal 52%, 16%, 37%, 77% e 21% degli intervistati, ma solo circa un terzo di essi (rispettivamente il 15%, 6%, 25%, 26% e 2%) li usa per fini professionali. Mediamente i medici intervistati fanno un uso contemporaneo di due piattaforme di social media. Nella comunicazione con i pazienti, l’84% di loro di chiara di usare la posta elettronica, il 64% WhatsApp e il 60% gli SMS.

Uso dei social media da parte dei medici fisiatri italiani

Una nuova indagine sulle modalità di impiego dei social media è stata condotta nel 2018 in collaborazione con la Società Italiana Nazionale di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) su un campione di 477 medici italiani arruolati tra i propri. I risultati preliminari indicano che Facebook, Twitter, LinkedIn e YouTube sono usati rispettivamente dal 67%, 21%, 45% e 87% degli intervistati, ma solo una minoranza di essi lo usa per fini professionali. Tra le altre piattaforme di social media sono usate Instagram (30%), Pinterst (12%) e Telegram (13%). Nella comunicazione con i pazienti, l’87% di loro di chiara di usare la posta elettronica, il 64% WhatsApp e il 50% gli SMS. Il 70% degli intervistati ritiene che i social media possano giocare un ruolo importante nell’aggiornamento professionale e nella pratica clinica se usati meglio.

Attività di formazione

Il laboratorio di Informatica Medica è impegnato nella pluriennale attività di formazione su tematiche legate all’uso in ambito medico e sanitario di Internet, degli strumenti di social media e di applicazioni mediche. L’attività di formazione, rivolta a operatori sanitari e al personale coinvolto nella comunicazione sanitaria (istituzionale e non) avviene attraverso l’organizzazione e lo svolgimento di corsi svolti nell’ambito del programma ECM (Educazione Continua in Medicina), di workshop, di convegni, di seminari e di master universitari (sia interni all’istituto, sia esterni) a cui ha partecipato il personale del Laboratorio con ruoli di docenza.

Introduzione delle terapie digitali in Italia

Le terapie digitali sono strumenti software che si basano su modifiche del comportamento o degli stili di vita e sulla applicazione di interventi cognitivo-comportamentali attraverso l’implementazione di linee guida e programmi. Il loro obiettivo è curativo, a differenza di altri strumenti di medicina digitale (digital medicine) che si focalizzano sulla diagnosi e sul supporto alla gestione delle patologie, o più in generale a differenza degli strumenti di sanità digitale (digital health) che si focalizzano sugli aspetti di salute e di benessere. L’efficacia delle terapie digitali è infatti studiata usando la metodologia delle sperimentazioni cliniche randomizzate, tipica dello studio dei farmaci. In analogia a quanto avviene per i farmaci, le terapie digitali sono regolamentate dalle agenzie regolatorie (all’estero Food and Drug Adminitration – FDA - e European Medicines Agency – EMA ), prescritte da medici e rimborsate dal sistema sanitario nazionale o dalle assicurazioni. All’estero sono già diverse decine le terapie digitali approvate. In Italia, complice una arretratezza culturale sul tema, accompagnata dalla carenza di regole in grado di governare il fenomeno, stentano invece a decollare. Il Laboratorio di Informatica Medica, nel corso dell’ultimo anno ha contribuito, insieme a oltre 40 professionisti di primo piano provenienti dal mondo accademico, regolatorio, clinico, scientifico, produttivo ed economico, a elaborare un “libro bianco” per introdurre le terapie digitali in Italia da diversi punti di vista, compresi quello della ricerca, della regolamentazione, della prescrivibilità e della eventuale rimborsabilità.

Revisione sistematica della letteratura e Meta-analisi sulla efficacia degli strumenti di digital health nella gestione dell’HIV

Il Laboratorio di Informatica Medica, insieme al Laboratorio di Epidemiologia degli Stili di Vita, ha condotto una revisione sistematica della letteratura e diverse meta-analisi sulle sperimentazioni cliniche randomizzate volte a misurare l’efficacia degli strumenti di digital health nel migliorare diversi outcome in pazienti con HIV o in quelli a rischio di svilupparla. Su 145 studi individuati, 73 riguardavano l’uso di strumenti di comunicazione come gli SMS, 43 l’uso di piattaforme disponibili sul web, 14 l’uso di social media, 10 l’uso di video e 5 l’uso di app. Dei 145 studi individuati, 44 avevano come endpoint principale l’aderenza al trattamento con la terapia antiretrovirale (ART), 30 l’uso del preservativo, 28 l’esecuzione di test HIV, 20 la maggiore conoscenza su tematiche legate a HIV e AIDS, 15 la retention in care e 8 la qualità della vita. Le metanalisi condotte hanno dimostrato la maggiore efficacia degli strumenti di digital health nel favorire l’aderenza al trattamento ART (RR=1.14, 95% CI 1.05-1.24). Tra gli strumenti utilizzati, quelli più efficaci sono risultati essere quelli basati sugli strumenti di comunicazione come gli SMS (RR=1.14, 95% CI 1.04-1.25). Gli strumenti di digital health si sono dimostrati efficaci anche nel favorire l’esecuzione dei test HIV tra le persone a rischio (RR=1.92, 95% CI 1.43-2.58) e parzialmente efficaci nel migliorare la conoscenza su tematiche legate ad HIV e AIDS (SMD=3.28, 95% CI -0.12-6.67)

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