April 28, 2020
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Coronavirus: attenzione alle bufale su social e chat

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In questi giorni di isolamento casalingo il modo più diffuso per tenersi informati e rimanere in contatto con parenti e amici è l’utilizzo di social e chat. Purtroppo, però, stanno circolando tantissime notizie false e persino pericolose. Consigli sbagliati, raccomandazioni fatte da personale tecnico o presunto tale, rimedi fai da te per prevenire l’infezione Covid-19.
La maggior parte delle volte questa cattiva informazione è causata da un modo impreciso di interpretare articoli scientifici e relative ricerche. In questo modo si finisce col fornire ai media e al pubblico riassunti fatti di parole semplici e accattivanti, ma fondamentalmente sbagliate.

Ricordando, quindi, di attenersi sempre alle raccomandazioni istituzionali, vediamo qui di seguito alcune false notizie circolate in questi giorni, insieme al nostro esperto Dr. Antonio Clavenna.

BUFALA #1: Possiamo auto-diagnosticarci il Covid-19.

L'unico modo per effettuare la diagnosi è sottoporsi al tampone rinofaringeo, eseguito da personale specializzato in laboratorio, per ricercare la presenza del virus nel materiale prelevato.

Quindi, l’affermazione del ricercatore di Taiwan secondo cui basterebbe trattenere il respiro per 10 secondi per capire se c’è fibrosi nei nostri polmoni è falsa.

Perché questa notizia è pericolosa? Perché in persone poco allenate, trattenere a lungo il respiro può causare sintomi fastidiosi, come giramenti di testa oppure sensazione di svenimento. Meglio stare attenti, quindi.

I sintomi che possono far sospettare la presenza di una polmonite, e che necessitano subito di una valutazione medica, sono la tosse particolarmente insistente e la mancanza d'aria.  

BUFALA #2: il consumo di bevande calde e acqua uccide il coronavirus.

covid19 e bevande calde

Non c’è nessuna evidenza che sostiene questa affermazione.

Il nuovo coronavirus, come tutti gli altri virus d’altronde, non solo è capace di resistere a temperature di 26-27° C, ma è anche in grado di replicarsi in un organismo che ha una temperatura di circa 36-37° C.

Quindi, il messaggio audio che gira sul social WhatsApp in questi giorni, è assolutamente falso!

Considerando che nemmeno le bevande molto calde sono in grado di alterare la temperatura corporea, è molto improbabile che consumarle possa avere alcun effetto sui polmoni, dove si nasconde il coronavirus Sars-CoV-2.

In un altro messaggio, poi, viene consigliato di bere spesso acqua per tenere la gola sempre umida: questo, infatti, consentirebbe di eliminare il virus dalle vie aeree spingendolo nel tratto gastrointestinale, dove verrebbe annientato dall’acidità dello stomaco. Attenzione, ci troviamo di fronte ad un’altra fake news! E' sicuramente importante assumere ogni giorno un'adeguata quantità di liquidi, ma non come prevenzione di Covid-19.

BUFALA #3: la vitamina C previene il Covid-19.


covid19 e vitamina C
Non ci sono prove scientifiche che dimostrino come l'assunzione di vitamina C sia efficace nel prevenire l'infezione da Covid-19, o nel ridurre il rischio di sintomi gravi, oppure nel diminuire la durata della malattia.

Così come, nonostante si tratti di una credenza molto diffusa, non ci sono solide prove scientifiche che la vitamina C sia efficace nel prevenire il raffreddore o l'influenza. Mancano prove anche sull'efficacia di altri integratori proposti in questi giorni (per esempio zinco, lattoferrina) nel proteggerci dal coronavirus.

In generale, quindi, è bene per la nostra salute avere un'alimentazione varia e ricca di frutta e verdura. Mangiare agrumi e kiwi (come anche altri frutti) è sicuramente una scelta salutare e da consigliare. Tuttavia per affrontare con minori rischi le infezioni, oltre che una corretta alimentazione è importante che tutto lo stile di vita sia sano (per esempio svolgere attività fisica, non fumare, evitare gli eccessi nel consumo di bevande alcoliche).

Dunque, la miglior protezione è limitare il più possibile i contatti sociali, mantenendo la distanza di almeno un metro e rispettando le norme igieniche: lavaggio frequente e accurato delle mani, evitare di toccare bocca, naso e occhi con le mani sporche, coprire bocca e naso con un fazzoletto quando si tossisce o si starnutisce.

BUFALA #4: Occorre aumentare la quantità di proteine ingerite per produrre più anticorpi.

Aumentare l'assunzione di proteine mediante la dieta non fornisce benefici per il sistema immunitario.

La dose giornaliera di proteine generalmente raccomandata è pari a 0.8 grammi per kg di peso corporeo. Ad esempio per un uomo di 70 kg che non svolge attività fisiche pesanti la dose di 56 grammi è sufficiente a garantire il normale fabbisogno dell'organismo, fabbisogno necessario per varie funzioni tra cui la produzione di anticorpi.

Attenzione perché aumentare l'assunzione non fornisce benefici per il sistema immunitario, anzi! Potrebbe diventare un rischio per la salute, in quanto un eccessivo consumo di proteine, ad esempio, potrebbe danneggiare i reni (anche se nell'uomo non ci sono dati conclusivi a riguardo).

BUFALA #5: la vitamina D previene il COVID-19

Da alcune notizie riprese dai mezzi di informazione, alcuni studi hanno osservato un minore livello di vitamina D nel sangue delle persone contagiate e hanno documentato l'efficacia di questa vitamina nel ridurre il rischio di contagio e la gravità dei sintomi.

Ad oggi, tuttavia, non ci sono studi pubblicati su riviste scientifiche a supporto di queste affermazioni. La possibile efficacia della vitamina D è un'ipotesi di ricerca proposta da alcuni medici, che deve essere, però, verificata con prove scientifiche.
Il fatto che chi è contagiato abbia una carenza di vitamina D non è da solo indice che questo rappresenta un fattore di rischio di ammalarsi. E' possibile che il virus abbia colpito maggiormente persone che più spesso hanno livelli minori di vitamina per le loro condizioni di salute e fisiche (per esempio anziani che possono muoversi poco o che non stanno all'aria aperta).

Infine, anche l'efficacia della vitamina D nel potenziare la risposta del sistema immunitario non è ad oggi documentata da solide e conclusive prove scientifiche.

N.d.R.: Rispetto alla versione originale pubblicata il 17 Marzo e modificata il 28 Aprile, il paragrafo sulle mascherine fatte in casa è stato rimosso sulla base dei successivi cambiamenti delle raccomandazioni fatte dalle Istituzioni sanitarie nazionali e internazionali riguardanti l'uso allargato delle mascherine e la possibilità di ricorrere a mascherine autoprodotte.

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