January 26, 2021
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Covid-19: qualche informazione sui numeri e sulla diffusione

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Il Covid-19 è diffuso in tutto il mondo? Esistono paesi senza contagi?

La malattia Covid-19 si è diffusa praticamente in tutto il mondo: dai dati ufficiali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sembra che ci siano solamente 17 paesi in cui il virus non è arrivato, e sono principalmente alcune isolette del pacifico. Attenzione però che tra questi potrebbero esserci dei paesi che non hanno registrato o non hanno comunicato correttamente i dati sul numero di contagiati o di morti. Ad oggi si contano 43 milioni di persone con Covid-19. Gli Stati Uniti sono la nazione che ha il maggior numero in assoluto di casi, seguiti dall’India e dal Brasile. Ci sono però alcuni paesi che hanno moltissimi casi in rapporto al numero di abitanti: ad esempio, Andorra è al 140esimo posto per numero totale di casi ma al primo posto per numero di casi per milioni di abitanti.

I numeri che riportano i giornali sono certamente corretti e sono quelli che vengono comunicati ufficialmente dalle ASL o dalle Regioni.

Dobbiamo però ricordarci sempre di leggere i numeri in modo critico: ad esempio, sapere solamente qual è il numero di tamponi positivi senza rapportarli al numero di tamponi fatti in quella giornata, o in base alla popolazione di quella città o di quella nazione, è poco utile e può essere forviante. Inoltre, non si dovrebbe dare troppa importanza al dato giornaliero ma è importante guardare gli andamenti dei dati in un intervallo temporale maggiore, come 4 giorni o una settimana.

C'è differenza tra la diffusione del Covid-19 e della SARS?

A livello di numeri, la SARS ha avuto una diffusione nettamente inferiore rispetto al Covid-19: si contano infatti circa 8500 persone infettate da SARS in una trentina di paesi nel mondo. In italia abbiamo avuto solamente 4 casi confermati di SARS.

Per il singolo individuo è più pericoloso ammalarsi di SARS, perché molto più letale del Covid-19 ma per la comunità è più pericoloso il SARS-CoV-2, perché più contagioso.


Come si è diffuso in italia il Covid-19?

Non si sa con certezza quando il virus sia arrivato in Italia, né come si sia diffuso inizialmente: il fatto che l’Italia sia una nazione con un elevato scambio di persone da tutto il mondo, sia per lavoro che per turismo, ha sicuramente contribuito all’arrivo del virus. L’elevato “via vai” può inoltre aver sfavorito il Nord italia rispetto al Sud Italia nella fase iniziale della pandemia. Così come potrebbe anche essere che a marzo-aprile nelle regioni del Sud il virus sia circolato poco perché è stato attuato il lockdown quando c'erano pochi casi.

Oggi anche nelle regioni del Sud ci sono molti casi di Covid-19.


Qual è la diffusione del virus nelle diverse fasce d'età?

I bambini e gli anziani hanno un sistema immunitario molto diverso e di conseguenza sia l’incidenza che la letalità di Covid-19 sono molto diverse in queste due fasce di età.

Nei ragazzi tra 10 e i 19 anni ci sono ad oggi zero morti per Covid. Anche nella popolazione tra i 30 e i 50 anni la letalità è ancora relativamente bassa: purtroppo aumenta nettamente con l’aumentare dell’età. E' comunque difficile fornire un rischio di morte solamente in base all’età perché ci sono moltissimi altri fattori in gioco, come ad esempio il fatto di avere o meno altre patologie.

E' importante ricordare comunque che non c’è un rischio uguale a zero di ammalarsi di Covid per nessuna fascia di età.

Anche se per i più giovani il rischio è estremamente basso, anche loro possono avere sintomi gravi o essere ricoverati in terapia intensiva.


Per quanto riguarda la diffusione del Covid-19 nelle scuole, gli studi finora condotti non hanno fornito risultati conclusivi sul rischio di contagiarsi in questo ambiente. Se da un lato sembra che gli studenti siano esposti ad un rischio maggiore a causa dei contatti e delle interazioni che ci sono a scuola e al di fuori della scuola, dall’altro gli insegnanti sono più portati a sviluppare i sintomi della malattia. Per questo è importante che tutti, sia alunni che insegnanti, applichino con attenzione le misure anti-contagio, anche quando non si è a scuola.

Alessandra Lugo - Unità di Biostatistica per l'Epidemiologia Oservazionale - Laboratorio di Epidemiologia degli stili di vita - Dipartimento di Ambiente e Salute

Editing Raffaella Gatta - Content manager

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