
Il vaccino antinfluenzale rappresenta uno degli strumenti più efficaci per prevenire l’influenza stagionale e ridurne le complicanze, soprattutto nelle persone più fragili. Ogni anno la vaccinazione viene aggiornata per garantire una protezione adeguata contro i ceppi virali in circolazione.
Il vaccino antinfluenzale contiene tre (trivalente) o quattro (tetravalente) ceppi del virus dell’influenza.
La composizione del vaccino cambia ogni anno perché i virus influenzali mutano frequentemente. La scelta dei ceppi è stabilita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulla base dei virus circolanti nella stagione precedente.
Esistono due principali tipologie:
Alcuni vaccini vivi attenuati contengono l’intero virus inattivato, altri solo frammenti. Per le persone anziane sono disponibili formulazioni con dosaggio antigenico più elevato o con adiuvanti, sostanze che potenziano la risposta del sistema immunitario.
La principale ragione per cui è consigliato fare il vaccino antinfluenzale è la riduzione del rischio di complicanze legate all’influenza, come polmonite o peggioramento di patologie preesistenti.
Numerosi studi dimostrano che la vaccinazione riduce in modo significativo le complicanze gravi, soprattutto negli anziani e nei soggetti fragili.
Anche se l’efficacia nel prevenire completamente la malattia può variare da una stagione all’altra, il vaccino:


La campagna vaccinale antinfluenzale 2025-2026 prevede l’offerta gratuita del vaccino a tutte le persone considerate a rischio di complicanze.
La vaccinazione è raccomandata e gratuita per:
In alcune regioni italiane l’offerta gratuita è estesa all’intera popolazione.
È possibile vaccinarsi presso:
Alcune categorie presentano un rischio più elevato di complicanze in caso di influenza.
Le persone sopra i 60 anni e chi soffre di patologie croniche (asma, malattie cardiovascolari, diabete, obesità, tumori) hanno una maggiore probabilità di sviluppare complicanze come polmonite o encefalite.
Nelle donne in gravidanza, soprattutto nel secondo e terzo trimestre, i cambiamenti fisiologici aumentano la vulnerabilità alle infezioni respiratorie.
Il vaccino è inoltre raccomandato per i bambini tra 6 mesi e 6 anni, sia per proteggerli direttamente sia per ridurre la diffusione del virus nella popolazione, dal momento che i bambini in età prescolare sono quelli con la probabilità maggiore di ammalarsi.
Gli effetti collaterali del vaccino antinfluenzale sono generalmente lievi e transitori.
I più frequenti includono:
I sintomi compaiono solitamente entro 6-12 ore e si risolvono in 1-2 giorni.
Gli eventi gravi sono molto rari e comprendono:
Nel caso del vaccino vivo attenuato, somministrato per via nasale in età pedarica, possono comparire lievi sintomi simili all’influenza (raffreddore, mal di gola), che non indicano la malattia.
Questo non avviene, invece,con i vaccini che contengono virus inattivati (uccisi) o frammenti del virus,che non sono in grado di causare la malattia. Per il solo effetto del caso, è possibile che alcune persone abbiano raffreddore, mal di gola o tosse dopo la vaccinazione intramuscolare, ma questo non significa che i sintomi siano dovuti al vaccino.
Il vaccino non provoca l’influenza: si tratta di una falsa credenza.
Il vaccino è controindicato in:
L’allergia alle uova non rappresenta una controindicazione generale. Infatti, nonostante che per la produzione di alcuni vaccini si utilizzino uova embrionate di pollo, la quantità di proteine delle uova presenti nel vaccino è pressoché trascurabile. È richiesta cautela solo nei casi di gravi reazioni allergiche documentate.
Per il vaccino vivo attenuato sono previste ulteriori controindicazioni, come immunosoppressione, asma grave e assunzione di acido acetilsalicilico.

La protezione del vaccino antinfluenzale inizia circa 14 giorni dopo la somministrazione e dura mediamente 6-8 mesi.
Una vaccinazione effettuata tra ottobre e novembre garantisce quindi una copertura adeguata per l’intera stagione influenzale.
Antonio Clavenna | Laboratorio di Epidemiologia dell'età evolutiva