November 2019

Antibiotici: una risorsa di cui prendersi cura

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Gli antibiotici sono, insieme all'utilizzo dell'acqua potabile e dei servizi igienici e ai vaccini, tra gli interventi che hanno avuto il maggiore impatto nel ridurre la mortalità e nel migliorare la salute della comunità. L'uso eccessivo e non appropriato di questi farmaci sta rendendo meno efficace questa preziosa risorsa, con il rischio che infezioni oggi curabili diventino nel tempo sempre più difficili da trattare.
E' perciò estremamente importante che tutti (cittadini, medici ed operatori sanitari, rappresentati delle istituzioni sanitarie e politiche) siano consapevoli della necessità di preservare questa risorsa attraverso un uso oculato.

Cos’è la resistenza agli antibiotici?

L’antibiotico-resistenza è la capacità di un batterio di resistere a un antibiotico. Può essere naturale, oppure acquisita, quando un batterio si adatta a resistere ad un farmaco antibiotico attraverso mutazioni del proprio patrimonio genetico.
La resistenza agli antibiotici sta diventando sempre di più una minaccia per la salute della comunità, soprattutto perché sono sempre più frequenti i casi di isolamento di batteri in grado di sopravvivere a tutti gli antibiotici attualmente a nostra disposizione.

In Italia in un anno sono 11 mila i morti per infezioni resistenti agli antibiotici


Nel 2015 in Italia si sono verificate più di 200.000 casi di infezioni dovute a batteri resistenti ad antibiotici, con quasi 10.800 morti. L’Italia è la nazione europea con il numero assoluto più elevato di infezioni e di morti: 1/3 di tutti i casi europei riguardano l’Italia.
Il rischio di contrarre un’infezione resistente all’antibiotico riguarda soprattutto le persone più fragili, ricoverate in ospedale o nelle residenze per anziani.
Ma è anche (e soprattutto) al di fuori dell’ospedale che i batteri imparano a sopravvivere agli antibiotici: più si abusa di questi farmaci, utilizzandoli quando non servono o in modo non appropriato, più aumenta la probabilità che siano selezionati e favoriti batteri non curabili dagli antibiotici.


L'Italia è tra i paesi dove più si utilizzano antibiotici

L’Italia è tra le nazioni europee con il consumo di antibiotici più elevato: nel rapporto “Health in a glance”del 2019 che descrive lo stato di salute nei 31 paesi che fanno parte dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), l’Italia è risultata dopo la Grecia la nazione con il maggior consumo.
I dati italiani prodotti dall’Osservatorio Nazionale sull’impiego dei Medicinali (OSMED) indicano che una prescrizione giornaliera di 25 dosi di antibiotici ogni 1.000 abitanti: i bambini bambini in età prescolare e gli anziani sono i gruppi maggiormente esposti a questi farmaci, con una percentuale di soggetti che ricevono una o più prescrizioni che supera il 50%.

Ci sono differenze tra le regioni e al loro interno nell'uso di antibiotici

Gli studi che hanno valutato l’uso degli antibiotici in Italia, molti dei quali condotti da ricercatori dell’Istituto Mario Negri, hanno osservato differenze tra le regioni italiane e all’interno delle singole regioni, con un aumento della percentuale di persone che assumono antibiotici da nord a sud.
Non solo, ma in Italia è più frequente che in altre nazioni europee, la prescrizione in prima battuta di antibiotici che dovrebbero essere riservati a infezioni di maggiore gravità, come per esempio le cefalosporine, i macrolidi, i fluorochinolonici. L’abuso di questi antibiotici contribuisce ulteriormente ad aumentare il rischio di resistenza.
Negli studi effettuati è stata osservata una correlazione tra il maggior consumo di antibiotici e il ricorso più frequente a farmaci di seconda scelta, sia a livello di area geografica che di medici prescrittori.
Sono molteplici i fattori alla base delle differenze nell’uso di questi farmaci: fattori socio-culturali dei cittadini/pazienti, attitudini dei medici, marketing delle aziende, capacità delle istituzioni sanitarie di educare al corretto uso e sorvegliare la sua messa in pratica.

Anche l’uso di antibiotici negli animali contribuisce alla resistenza

Si stima che a livello globale il 50% del consumo degli antibiotici avvenga nel settore veterinario.
In Europa è vietato l’uso degli antibiotici per accelerare la crescita degli animali. Questo non significa, però, che non ci sia un utilizzo eccessivo di questa classe di farmaci anche in ambito veterinario e questo contribuisce al problema della farmaco resistenza, sia per la presenza negli animali di batteri resistenti che possono essere trasmessi all’uomo (per esempio salmonella, campylobacter), che per l’esposizione inconsapevole agli antibiotici da parte di chi consuma la carne.
Inoltre, aumenta la probabilità che gli antibiotici possano contaminare il terreno e le falde acquifere, con ulteriori maggiori rischi di selezionare ceppi di batteri in grado di resistere a questi farmaci.

Consigli pratici su come utilizzare gli antibiotici in modo appropriato

  • La maggior parte delle infezioni respiratorie, con sintomi come raffreddore, mal di gola, tosse, sono causate da virus: guariscono da sole e l’antibiotico non serve, anzi al contrario può essere dannoso.
  • Assumi l’antibiotico solo se prescritto dal medico. Evita l’automedicazione: non prendere un antibiotico perché già disponibile in casa o perché consigliato o fornito da parenti o amici.
  • Segui attentamente le indicazioni del medico riguardo alla dose, su quando assumere il farmaco (ogni quante ore) e sulla durata della terapia. Saltare le dosi o intervalli troppo lunghi possono diminuire l’efficacia e aumentare il rischio di resistenza. Anche interrompere troppo presto la terapia può favorire la resistenza dei batteri agli antibiotici.
  • Le comuni norme igieniche, come il lavaggio frequente delle mani e coprire naso e bocca con un fazzoletto di carta quando si tossice e si starnutisce, consentono di ridurre il rischio di ammalarsi e di trasmettere ad altri virus e batteri.
  • Anche agli animali da compagnia somministra l’antibiotico solo se è il veterinario a prescriverlo
  • Smaltisci le confezioni di antibiotico scadute o le dosi rimanenti in modo corretto, riponendole nei contenitori che si trovano presso le farmacie. Non gettarle nei rifiuti, nel lavandino o nel water.

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