August 6, 2020

Cosa fare in caso di sospetto Covid-19

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In caso di sospetto contagio da coronavirus, rimanere nella propria abitazione non basta. Per questo motivo, riportiamo di seguito alcuni consigli su come comportarsi in caso di isolamento casalingo, allo scopo di mantenere al sicuro la salute di tutti.

1. Ho febbre e mal di gola. Cosa devo fare?

I sintomi attraverso cui il Covid-19 si manifesta più frequentemente, ovvero febbre, tosse, dolori muscolari e mal di gola, sono simili purtroppo a quelli che compaiono nelle sindromi influenzali.
Per chi ha sintomi lievi, che non richiedono un ricovero ospedaliero, il tampone ed il successivo test per la ricerca del coronavirus in molti casi non vengono effettuati. Ci sono, quindi, persone che potrebbero essere affette da Covid-19, senza nemmeno saperlo. Nel dubbio, è necessario che tutte le persone che presentano febbre e altri sintomi simili a quelli dell’influenza si comportino come si trattasse di Covid-19, seguendo le stesse regole per tutelare la salute dei propri famigliari e della comunità.

2. Come comportarsi in caso di sintomi?

In caso di febbre e sintomi influenzali, oltre a consultare il proprio medico curante e a non uscire di casa, occorre isolarsi dal resto delle persone con cui si vive. La persona ammalata deve indossare una mascherina chirurgica per evitare di contagiare attraverso le goccioline respiratorie chi gli sta vicino. Anche i famigliari, che prestano cure alla persona con sintomi, devono indossare la mascherina nei momenti in cui c’è un contatto ravvicinato.
isolamento domiciliare


Qualora possibile, è necessario isolarsi in una stanza dotata di una buona ventilazione, o quanto meno dormire in letti separati a distanza di un metro. Questa distanza deve essere sempre rispettata nei contatti con i famigliari. Se la casa dispone di più bagni, uno deve essere riservato alla persona ammalata, altrimenti occorre pulire e disinfettare tutti i sanitari dopo l’utilizzo. Per quanto possibile la persona isolata dovrebbe uscire il meno possibile dalla propria stanza.

Occorre osservare scrupolosamente le norme igieniche: oltre a quelle comunemente raccomandate dal Ministero della Salute, come per esempio il lavaggio accurato e frequente delle mani, è necessario evitare di condividere con chi è ammalato stoviglie, biancheria, spazzolino da denti, smartphone e tablet. Particolare attenzione va posta nella pulizia e disinfezione di tutte le superfici (per esempio tavolo, maniglie) che vengono toccate con le mani e nel lavaggio della biancheria.

Nel periodo dell’isolamento la raccolta differenziata (in particolare quella dell’umido) non deve essere effettuata, ma tutti i rifiuti devono essere raccolti nel sacco dell’indifferenziata, utilizzando un doppio sacco.

Sul sito del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità è possibile trovare nel dettaglio tutte le informazioni pratiche sul comportamento da tenere.

norme da seguire surante l'isolamento domiciliare
Le persone che vivono con una persona che ha sintomi dell’influenza devono rispettare la quarantena di 14 giorni. Non possono uscire di casa, nemmeno per fare la spesa, andare in farmacia o svolgere le altre attività consentite. Si consiglia di contattare i servizi sociali del proprio Comune di residenza: è possibile ricevere assistenza da parte di volontari per le necessità essenziali della famiglia.

3. Cosa fare se i sintomi peggiorano?

Se dovessero comparire nuovi sintomi, come in particolare il respiro corto, oppure se la tosse dovesse diventare particolarmente insistente, è necessario chiamare il proprio medico oppure il servizio di emergenza 112/118.

Non bisogna recarsi direttamente in ospedale, a meno che non sia stato consigliato dal servizio di emergenza.

4. Per quanto tempo occorre rimanere isolati?

Le persone risultate positive al tampone sono dichiarate guarite, e quindi non più tenute all’isolamento, dopo due tamponi negativi effettuati a distanza di almeno 24 ore l'uno dall’altro.

Per chi, invece, non ha effettuato il tampone, le raccomandazioni delle istituzioni sanitarie internazionali non sono concordi nel definire la durata dell’isolamento. Sappiamo dagli studi pubblicati che una persona può continuare a trasmettere il virus anche dopo che i sintomi sono scomparsi.

I dati oggi disponibili indicano che le persone che presentano sintomi lievi da Covid-19 (per cui non è necessario un ricovero) sono in grado di trasmettere il virus fino a 15 giorni dall’esordio dei sintomi, e questo dovrebbe essere considerato come il periodo minimo di isolamento.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, in modo più cauto, consiglia di mantenere l’isolamento fino a 2 settimane dopo la scomparsa dei sintomi. In ogni caso, occorre chiedere consiglio al proprio medico curante o al numero verde della propria regione di residenza.

Trascorsi due mesi dall'ultima comunicazione, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rivisto i criteri per l’interruzione dell’isolamento dei pazienti con Covid-19.

Alcuni studi scientifici hanno documentato, infatti, come nei pazienti con sintomi lievi-moderati, dopo 9 giorni dalla comparsa della sintomatologia la probabilità che nelle vie aeree sia presente il virus in forma vitale (in grado di replicarsi in colture di cellule e di infettare altre persone) è estremamente bassa, nonostante sia possibile che il tampone possa risultare positivo anche dopo che i sintomi sono scomparsi (come sopra descritto).

L’OMS, in data 17 giugno 2020, suggerisce quindi di utilizzare come criterio per decidere di sospendere l’isolamento che siano trascorsi almeno 10 giorni dal momento della comparsa dei sintomi e che i sintomi siano assenti da almeno 3 giorni (con una durata minima, quindi, di 13 giorni) e non più il doppio tampone negativo.

Dello stesso avviso sono i Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti, che raccomandano per le persone in cura al proprio domicilio un periodo minimo di 10 giorni e almeno 24 ore dalla scomparsa della febbre e con un miglioramento degli altri sintomi.

In data 6 agosto, il Ministero della Salute ritiene in via prudenziale di mantenere il criterio del doppio tampone negativo per il termine dell’isolamento dei pazienti con diagnosi di Covid-19.

Antonio Clavenna - Laboratorio per la Salute Materno Infantile

Editing Raffaella Gatta - Content manager

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