Il nuovo studio europeo su 115 città rivela i profili di consumo attraverso le reti fognarie. Il Mario Negri coordina le analisi per Milano.
Milano,18 marzo – Gli ultimi risultati del più ampio progettoeuropeo che monitora il consumo di droghe illecite attraverso l’analisi delle acque reflue sono stati pubblicati oggi nel rapporto Wastewateranalysis and drugs — a European multi-city study, realizzato dal gruppo europeo Sewage Analysis Core Group Europe (SCORE) in collaborazione con l’European Union Drugs Agency (EUDA).
A livello italiano, le rilevazioni relative alla città di Milano sono state svolte dall’Istituto Mario Negri grazie al finanziamento del Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
I dati di quest’anno evidenziano un marcato calo delle tracce di MDMA nelle città partecipanti, insieme a forti aumenti nelle rilevazioni di ketamina e cocaina.
Il progetto ha analizzato le acque reflue di 115 città europee in 25 Paesi (23 Stati membri dell’UE, oltre a Norvegia e Turchia) per studiare i comportamenti di consumo di droghe delle popolazioni urbane. Lo studio ha esaminato campioni giornalieri di acque reflue provenienti dai bacini di raccolta degli impianti di trattamento delle acque reflue per un periodo di una settimana tra marzo e maggio 2025. I campioni, riferiti auna popolazione complessiva di circa 72 milioni di persone, sono stati analizzati per individuare tracce di cinque droghe stimolanti (anfetamina, cocaina, metanfetamina, MDMA e ketamina) oltre alla cannabis. I risultati mostrano andamenti divergenti per cannabis, anfetamina e metanfetamina.
Nonostante differenze talvolta significative tra le diverse località analizzate, tutte e sei le sostanze studiate sono state rilevate in quasi tutte le città partecipanti. I risultati del progetto evidenziano inoltre profili geografici e temporali distinti di consumo di droghe nelle città europee. Nel complesso, all’interno dei singoli Paesi, si osservano differenze relativamente limitate tra le città più grandi e quelle di dimensioni minori.
Il gruppo SCORE conduce campagne annuali di monitoraggio delle acque reflue dal 2011. Nell’ultima edizione dello studio sono stati inclusi anche dati internazionali provenienti da Brasile, Canada, Cile, Islanda, NuovaZelanda, Corea del Sud, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti, consentendo confronti con le città europee analizzate.
Principalirisultati
Per quanto concerne l’MDMA: il carico complessivo di MDMA nelle acque reflue è diminuito del 16% tra il 2024 e il 2025 nelle città che hanno fornito dati per entrambi gli anni. Tra le 78 città con dati comparabili, 48 (62%) hanno registrato una diminuzione delle rilevazioni di MDMA, 12(15%) una situazione stabile e 18 (23%) un aumento. Il calo è stato particolarmente evidente nelle città di Germania, Austria e Slovenia, risultando più marcato rispetto a quello osservato nel 2020, quando quasi la metà delle città aveva registrato diminuzioni durante le chiusure dei locali notturni dovute alla pandemia di COVID-19. Nel 2025 i carichi più elevati di MDMA sono stati rilevati in città di Belgio, Spagna, Paesi Bassi e Slovenia.La sostanza è stata individuata in tutte le città europee tranne una, Nova Gorica, in Slovenia. Tra le località extraeuropee, solo le città della Nuova Zelanda hanno registrato livelli comparabili a quelli delle città europee con i carichi più elevati.
Rispetto alla ketamina, invece, il carico complessivo nelle acque reflue è aumentato di quasi il 41% tra il 2024 e il 2025 nelle città con dati disponibili per entrambi gli anni. Tra le 66 città con dati comparabili,40 (61%) hanno registrato un aumento dei residui di ketamina, 14 (21%) livelli stabili e 12 (18%) una diminuzione. Nel 2025 i carichi più elevati sono stati rilevati in città di Belgio, Germania e Paesi Bassi. Nove città (in Belgio, Cipro, Lituania, Ungheria e Slovenia) non hanno riportato residui rilevabili di ketamina. I livelli segnalati in città di Canada e Regno Unito hanno superato quelli registrati nelle città europee con i carichi più elevati.
Perquanto riguarda la cocaina, i risultati indicano un aumentosignificativo: tra il 2024 e il 2025 i carichi complessivi rilevati nelle acquereflue sono cresciuti di quasi il 22% nelle città che hanno fornito datiper entrambi gli anni. Tra le 85 città con dati comparabili, 48 (57%)hanno registrato un aumento, 21 (25%) livelli stabili e 16 (19%)una diminuzione. Le concentrazioni più elevate restano nelle cittàdell’Europa occidentale e meridionale, in particolare Belgio, Spagna e PaesiBassi, anche se tracce della sostanza sono state rilevate nella maggiorparte delle città dell’Europa orientale, dove in alcuni casi si osservanoulteriori aumenti. Livelli pari o superiori a quelli delle città europee con icarichi più elevati sono stati osservati anche in città di Canada, Cile,Svizzera e Regno Unito.
Perquanto riguarda l’anfetamina, i livelli rilevati variano notevolmentetra le diverse località dello studio. Le concentrazioni più elevate sono stateosservate nelle città dell’Europa settentrionale e centrale — tra cui Belgio,Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Svezia e Norvegia — mentre livelli molto più bassi sono stati rilevati nelle città dell’Europa meridionale, ad esempio in Italia, Cipro e Turchia. Tre città in Portogallo e Slovenia non hanno registrato alcuna rilevazione di anfetamina nel 2025. Tra le 82 città con dati per entrambi gli anni, 36 (44%) hanno riportato un aumento, 27 (33%) una diminuzione e 19 (23%) livelli stabili.
La metanfetamina,storicamente concentrata nelle città della Repubblica Ceca e della Slovacchia, è ora rilevata anche in città di Germania, Spagna, Cipro, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia e Turchia. In altre aree i livelli restano bassi, anche se si osservano alcuni aumenti nelle città dell’Europa centrale e settentrionale. Tra le 80 città con dati comparabili tra 2024 e 2025, 37(46%) hanno registrato un aumento, 28 (35%) una diminuzione e 15 (19%) livelli stabili. Livelli superiori a quelli delle città europee con i carichi più elevati sono stati osservati anche in città di Australia, Canada e Stati Uniti.
Infine, considerando la cannabis, i dati mostrano andamenti divergenti. Tra le 63 città con dati disponibili per entrambi gli anni, 21 (33%) hanno registrato un aumento delle rilevazioni del metabolita della cannabis (THC-COOH), 28 (44%) una diminuzione e 14 (22%) livelli stabili.I carichi più elevati sono stati rilevati nelle città dell’Europa occidentale e centrale, in particolare in Germania, Paesi Bassi e Slovenia. Anche in questo caso, le città di Canada e Stati Uniti hanno riportato livelli superiori rispetto alle città europee con i valori più elevati.
Nel2025, la maggior parte dei Paesi con più siti di monitoraggio non ha mostrato differenze rilevanti tra i modelli osservati nelle grandi città e quelli delle località più piccole, con l’eccezione della cocaina e dell’MDMA, che presentano variazioni più marcate.
L’analisi delle acque reflue consente inoltre di individuare fluttuazioni settimanali nel consumo di droghe. In oltre il 75% delle 115 città analizzate sono state rilevate concentrazioni più elevate di cocaina e MDMA durante il fine settimana (tra venerdì e lunedì), mentre quasi la metà delle città ha registrato livelli più alti di ketamina nello stesso periodo. Al contrario, i residui di anfetamina, metanfetamina e cannabis risultano distribuiti in modo più uniforme nel corso della settimana.
“In relazione alla situazione italiana – precisa Sara Castiglioni, responsabile del Laboratorio di Indicatori Epidemiologici Ambientali dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri - le città di Milano (analizzata dall’Istituto Mario Negri) e Bolzano (analizzata dall’Università di Innsbruck) sono incluse in questo studio europeo. Per queste città negli ultimi anni si osserva un trend in aumento del consumo di cocaina e a Milano, dove sono disponibili i dati, di ketamina. Nel 2025 il consumo di cannabis a Milano risulta in leggera diminuzione, mentre a Bolzano risulta costante. I consumi di anfetamina e metanfetamina sono pressoché costanti. In relazione all’MDMA in Italia si rileva una lieve diminuzione a Bolzano ma un consumo costante aMilano”.
https://www.euda.europa.eu/topics/wastewater_en
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Referente scentifico dell studio Sara Castiglioni - Laboratorio di Indicatori Epidemiologici Ambientali