July 2019

Le malattie devastanti dei senzatetto

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Gli effetti biologici dell’essere “senza casa”? Devastanti, scrive Amy Maxmen su Nature di questi giorni.

Proprio così. Prendiamo, tanto per fare un esempio, una delle regioni più ricche degli Stati Uniti, la California ("goldenstate" - lo stato dell'oro - si leggeva  sulla targa delle macchine negli anni  tra il 1982 e il 1987).  Lì almeno 130.000 persone vivono per strada, più che da qualunque altra parte degli Stati Uniti (solo nella Bay area di San Francisco -  che include Silicon Valley – a vivere  per strada sono in 28.200). Queste persone frai 50 e i 60 anni cominciano ad avere sintomi che ricordano la demenza senile, qualcuno di loro ci vede poco, altri cadono o soffrono di incontinenza, tutte cose che di solito alla gente normale succedono molto dopo, verso gli 80 anni (anche l’infarto del cuore e l’ictus del cervello colpiscono chi vive per strada prima di quanto non succeda di solito agli altri).

Insomma, chi non ha nemmeno un rifugio stabile per la notte invecchia precocemente,  più del resto della popolazione.

STATI UNITI: UNA RICERCA PER CAPIRE LE MALATTIE DEI SENZATETTO

Queste considerazioni hanno spinto chi già era sensibile al problema dei più vulnerabili fra coloro che vivono in mezzo a noi, a voler capire di più delle cause del decadimento cognitivo precoce di chi vive per strada. Così, Margot Kushel che dirige un Centro per l'assistenza a Popolazioni Vulnerabili a San Francisco si è messa in testa  di capire le cause delle malattie dei “senza casa” e provare a prevenirle. Lo ha fatto grazie a un’iniziativa filantropica che le ha consentito di seguire sistematicamente 350 persone con più di 55 anni costrette da tempo ormai a vivere per strada. Negli ultimi cinque anni, 42 di loro sono già morti di cancro, infarto o diabete ma a preoccupare ancora di più è la salute mentale di queste persone quasi sempre compromessa, spesso in modo grave.

I danni al cervello vengono soprattutto:

  • dalla mancanza di sonno
  • dal fatto che queste persone mangiano quando capita
  • dall’alcol
  • dall’essere esposti più degli altri all'aria che si respira in strada, senza contare che spesso sono diabetici, hanno la pressione alta ma non hanno cure.

Molte delle persone seguite dalla Kushel erano malate o fragili già prima, senza un supporto familiare adeguato e questo le ha esposte al rischio di finire per strada. Altri avevano situazioni di grave depressione dovuta alla povertà che inevitabilmente si associa al non potersi curare; e tutto ciò si traduce in demenza precoce che si poteva riscontrare nel 25% di questi soggetti (nella popolazione normale è il 10% ma solo dopo i 70 anni).

QUANTO COSTA TUTTO QUESTO ALLA SOCIETA'?

senzatetto

Ricercatori dell’Università della Pennsylvania a Philadelphia hanno calcolato che per chi vive per strada si spenderanno - fra cure d'emergenza, ricoveri in Ospedale, letti da trovare di corsa in centri per anziani – 621 milioni di dollari all'anno, solo a Los Angeles per ciascuno degli anni che vanno dal 2019 al 2030.

“Chissà, forse si spenderebbe meno a trovare una casa a queste persone” si sono chiesti.

Hanno fatto un po’ di calcoli e pare sia proprio così: se si dovesse dare una casa a tutti,  lo Stato della California risparmierebbe 33 milioni di dollari all’anno.  E allora, perché non approvare una legge per aiutare i "senza casa" ad avere un tetto e nutrirli piuttosto che lasciarli per strada? Ci hanno provato, ma questo ha creato un sacco di problemi. Quando il Governatore, Gavin Newsom, ha proposto di destinare ai "senza casa" 500 milioni di dollari del suo budget federale (che è di 209 miliardi), i residenti hanno fatto tutto quello che era possibile per bloccare la costruzione di alloggi anche solo provvisori, per i “senza casa”(pensate che c’è stata un’azione legale e quei cittadini si sono addirittura tassati per sostenerne le spese).

Il Governatore non si dà per vinto, chiede a tutti i cittadini e loro si esprimono a favore di una legge che provi a risolvere la questione tassando le grandi "companies" di San Francisco per aumentare i servizi a chi vive per strada senza però costruire nuovi alloggi. Ma i giganti del web e della moderna tecnologia - dall’elettronica, all’energia, alla finanza e ai media  - quelli da miliardi di dollari di fatturato, non ci stanno e impugnano il provvedimento di fronte alla Corte Costituzionale.

"Una società si dovrebbe giudicare da come tratta i più vulnerabili" ha dichiarato Coco Auerswald, uno studioso di salute pubblica dell'Università della California a Berkeley.

Giustissimo. Ma noi ci abbiamo fatto tutti l'abitudine;  vedere gente che dorme per strada non ci fa più nessun effetto,  sembra normale, come se dovesse essere per forza così anche o forse soprattutto nelle grandi città. Chi non ha una casa intanto invecchia e muore prima degli altri ma questo non è affatto normale.  

Giuseppe Remuzzi per La Lettura, Corriere della Sera

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