December 23, 2020
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SARS-CoV-2 e mutazioni: che il virus vari non è una sorpresa!

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Un virus che si riproduce significa che crea molte copie del suo materiale genetico. Purtroppo, più copie crea più è probabile che facendolo introduca degli errori, chiamate mutazioni. I coronavirus sono una classe di virus molto predisposti alle mutazioni, tanto che questi eventi sono piuttosto attesi e fanno parte della loro naturale evoluzione. In alcuni casi, però, le mutazioni possono portare all'acquisizione da parte dei virus di capacità potenziate, diventando ad esempio più aggressivi e capaci di entrare con più facilità all’interno delle cellule dell’organismo ospite.

Il SARS-CoV-2, comunque, muta molto più lentamente rispetto a virus della stessa famiglia: il numero di mutazioni accumulate per mese è 2 contro quelle del virus dell’influenza che invece è il doppio.

Questo è il motivo per cui mentre ogni anno l’influenza richiede un vaccino diverso, al momento pensiamo che il vaccino contro il Covid-19 non dovrebbe essere cambiato in futuro. Solo col tempo però saremo certi di questo.

La nuova variante inglese del SARS-CoV-2

La notizia della nuova variante isolata in Gran Bretagna non deve sorprendere: il vaccino dovrebbe comunque essere efficace nel combattere la diffusione del Covid-19.
L'annuncio, che ha destato non poca preoccupazione tanto da spingere parecchi Paesi europei a sospendere tutti i viaggi da e per l’Inghilterra, è stato diramato da un consorzio inglese, il Covid-19 Genomics UK (Cog-UK), che da un anno ormai si sta occupando di “leggere”, in gergo tecnico sequenziare, il genoma di tutti i virus isolati da persone contagiate.

Dall’inizio della pandemia ad oggi sono ben 140.000 i genomi sequenziati, e già 4.000 le mutazioni riscontrate nelle “spine” dell’involucro esterno del coronavirus, chiamate “spike”. Oltre poi a tutte le altre mutazioni riscontrate in altre parti del virus.

Il British Medical Journal (BMJ) ha affermato che la nuova variante del SARS-CoV-2, denominata Vui202012, è rappresentata da 17 mutazioni nella sequenza della proteina spike. La più rilevante è una mutazione denominata N501Y, isolata in circa 60 differenti posizioni in oltre 1.000 persone, soprattutto nel Sud Est dell'Inghilterra, ma con alcuni casi anche nel Galles e nella Scozia.

Quali sono le domande più frequenti in seguito alla comparsa della nuova variante di SARS-CoV-2?

Sono tante le domande che stanno nascendo spontaneamente dopo la scoperta della nuova variante Vui202012.

Come mai questa mutazione è più importante di altre?
La ragione è che la nuova variante permetterebbe al virus di entrare più facilmente nelle cellule dell’organismo ospite.

Il tampone sarà sensibile a questa nuova variante?
Fortunatamente sì, perché il test molecolare non determina solo una parte della proteina spike.

Questa nuova variante renderà il Covid-19 più dannoso in termini di gravità della malattia e di mortalità?
Per ora, secondo alcuni esperti inglesi, non ci sono evidenze a riguardo.

La variante inglese sarà ancora sensibile al vaccino?
Ricerche in merito sono già in corso. Il vaccino, comunque, stimola la produzione di anticorpi diretti contro molte parti della proteina spike. Quindi la presenza di questa nuova mutazione non dovrebbe influenzarne l’efficacia, come afferma anche l’EMA. Anche nell’ambito della cura con anticorpi monoclonali dovrebbe valere lo stesso discorso del vaccino.

“Aspettiamo allora le risposte degli scienziati senza creare inutili allarmismi, tenendo sempre bene a mente che per ora la diffusione del virus dipende dal comportamento di ciascuno di noi.” Così rassicura in conclusione il Presidente Silvio Garattini.

Silvio Garattini - Presidente IMN

Editing Raffaella Gatta - Content Manager

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