ultimo aggiornamento:
February 25, 2022

Sindrome nefrosica: cause e sintomi di una patologia rara che colpisce i reni

News
PRESS AREA

Indice

  • Come si manifesta la sindrome nefrosica?
  • Come avviene la diagnosi della sindrome nefrosica?
  • Quante forme di sindrome nefrosica esistono?
  • La cura con i corticosteroidi e la sindrome nefrosica steroido-resistente
  • Quali sono le cure disponibili oggi per questa patologia?
  • Sindrome nefrosica steroido-resistente: quale la prognosi?
  • Qual è l'impegno del Mario Negri nella cura della sindrome nefrosica?

La sindrome nefrosica è una condizione caratterizzata da un’eccessiva perdita di proteine con le urine (proteinuria), che si manifesta in seguito ad un danno a carico dei reni e, più precisamente, dei glomeruli. Queste piccole matasse di vasi capillari hanno un ruolo fondamentale: si occupano di filtrare il sangue eliminando i prodotti di scarto e trattenendo le sostanze utili all’organismo, funzionando, quindi, come una vera e propria barriera di filtrazione. Quando la capacità selettiva di questa barriera di filtrazione viene meno, le proteine circolanti non sono più trattenute nel sangue e passano nelle urine, venendo così eliminate. Una conseguenza è, ad esempio, la diminuzione dei livelli di albumina nel sangue, chiamata ipoalbuminemia. La perdita di queste importanti sostanze ha una serie di conseguenze e, a lungo andare, può danneggiare ulteriormente le strutture renali portando ad un’insufficienza renale.

Come si manifesta la sindrome nefrosica?

La sindrome nefrosica può presentarsi in forma asintomatica, venendo riscontrata solo mediante le indagini di laboratorio, oppure con diversi disturbi, tra i quali il principale è il gonfiore (o edema) dovuto alla ritenzione di liquidi. A seconda della quantità di liquidi, il gonfiore può essere generalizzato (con un incremento ponderale anche di molti chili) o può interessare solo alcune zone del corpo dove l’acqua si distribuisce per gravità (a livello del viso al risveglio o a livello delle caviglie durante la giornata).

Altri sintomi che possono presentarsi in corso di sindrome nefrosica sono:

  • urine schiumose;
  • respiro affannoso;
  • aumentato rischio di infezioni e di eventi trombo-embolici.

Come avviene la diagnosi della sindrome nefrosica?

La diagnosi della sindrome nefrosica si basa sulla raccolta della storia clinica, sull’esame obiettivo del paziente e su alcune indagini di laboratorio e strumentali.

Per confermare la diagnosi è necessario che si documenti la contemporanea presenza di:

  • proteinuria, con valori di proteine nelle urine ≥ 3.5 g/die oppure superiore a 50 mg/kg/die nei bambini;
  • ipoalbuminemia, con valori di albumina sierica < 3 g/dl.

Altre anomalie che possono essere riscontrare sono:

  • la riduzione delle proteine totali nel sangue;
  • l’aumento dei livelli di colesterolo e dei trigliceridi;
  • l’alterazione dei valori di funzione renale.

Una volta confermata la presenza di una sindrome nefrosica, potrebbe essere necessario eseguire ulteriori accertamenti al fine di definire la malattia di base (ad esempio mediante una biopsia renale) o escludere cause secondarie (con test sierologici, ecografie ecc).

Quante forme di sindrome nefrosica esistono?

La sindrome nefrosica può essere causata da diversi meccanismi sulla base dei quali è possibile distinguere:

  1. una forma primaria, quando la sindrome nefrosica è il risultato di una patologia isolata che colpisce soltanto i reni. In una piccola percentuale di casi, la malattia è causata dalla presenza di mutazioni nei geni responsabili della produzione delle proteine del glomerulo. Queste mutazioni possono essere familiari, se sono ereditate da uno o da entrambi i genitori, o sporadiche, se si manifestano per la prima volta nella persona affetta;
  2. una forma secondaria, quando la sindrome nefrosica è la conseguenza di un altro disturbo, come ad esempio infezioni, tumori, malattie autoimmuni ecc.

La cura con i corticosteroidi e la sindrome nefrosica steroido-resistente

La sindrome nefrosica di tipo primario viene in genere trattata con farmaci corticosteroidi.

Sulla base della risposta a questo trattamento, si distinguono diversi tipi:

  • quando il cortisone determina una remissione completa o parziale della malattia, si parla di sindrome nefrosica steroido-sensibile;
  • quando il cortisone si dimostra efficace nell’indurre la remissione della malattia, ma non appena si sospende la cura si osserva una recidiva, si parla di forma steroido-dipendente;
  • quando il cortisone, pur utilizzato secondo uno schema corretto, non è in grado di determinare una remissione della malattia, si parla di sindrome nefrosica steroido-resistente. Nel 30% delle forme steroido-resistenti è possibile riconoscere una causa genetica, mentre nella restante percentuale dei casi si ritiene che possa esserci un fattore circolante nel sangue, che provoca l’infiammazione.

In seguito ad analisi più approfondite, eseguite mediante prelievo di tessuti renali (biopsia), la sindrome nefrosica steroido-resistente viene più spesso classificata come:

  • glomerulosclerosi focale segmentaria;
  • malattia a lesioni minime;
  • sclerosi mesangiale diffusa.

In alcuni casi questa sindrome si può manifestare anche in forme familiari di glomerulonefrite da IgA, di glomerulopatia con depositi di fibronectina o di nefropatia membranosa. Oltre alle forme isolate, sono state descritte diverse sindromi caratterizzate da sindrome nefrosica steroido-resistente e manifestazioni extra-renali, come la sindrome di Denys-Drash, i disordini MYH9-correlati e la sindrome Coloboma-Renale.

Quali sono le cure disponibili oggi per questa patologia?

Il trattamento della sindrome nefrosica si pone diversi obiettivi:

  1. ridurre la perdita di proteine nelle urine mediante farmaci anti proteinurici, detti anche nefroprotettivi, che fanno parte della categoria degli ACE inibitori e dei sartani;
  2. controllare i sintomi collegati alla patologia mediante terapia diuretica, infusioni di albumina, farmaci antitrombotici, ecc;
  3. individuare le forme secondarie per impostare il trattamento specifico della malattia di base.

Nelle forme primarie, come si è detto, vengono solitamente utilizzati i corticosteroidi o altri farmaci immunosoppressori e anticorpi monoclonali come il Rituximab.
Queste terapie, in genere, sono utili nel controllo delle forme steroido-sensibili e steroido-dipendenti, mentre spesso si rivelano inefficaci in quelle steroido-resistenti.

Il mantenimento della remissione può richiedere inoltre cicli ripetuti di terapia che possono essere gravati da importanti effetti collaterali.

Per questo motivo, specie nei pazienti affetti da forme steroido-resistenti, è necessario valutare attentamente il rapporto rischio/beneficio delle terapie immunosoppressive e la possibilità di partecipazione a studi clinici basati sull’impiego di terapie sperimentali.

Qual è la prognosi della sindrome nefrosica steroido-resistente?

La sindrome nefrosica steroido-resistente rappresenta una grande sfida dal punto di vista terapeutico in quanto per definizione mostra bassi tassi di risposta alle terapie convenzionali e si associa a severe complicanze come l’insufficienza renale terminale con necessità di dialisi e l’elevato rischio di ricorrenza nel trapianto.
È stimato che, in circa il 50% dei casi, può evolvere verso un progressivo deterioramento della funzione renale che può portare all’insufficienza renale terminale entro 10 anni dall’esordio.

Qual è l'impegno del Mario Negri nella cura della sindrome nefrosica?

L’Istituto Mario Negri è impegnato da molti anni nello studio delle varie forme di sindrome nefrosica.

Dal 2007, su iniziativa del Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare Aldo e Cele Daccò, è stato istituito un Registro della sindrome nefrosica steroido-resistente che, ad oggi, ha permesso di raccogliere oltre 700 casi segnalati da circa 50 centri nefrologici. Lo scopo del registro è:

  1. raccogliere dati clinici e campioni biologici delle persone affette da sindrome nefrosica steroido-resistente e dei loro familiari;
  2. studiare la presenza di anomalie genetiche;
  3. migliorare la diagnosi e la cura di queste patologie.

Partendo dai dati del registro, i ricercatori del Dipartimento di Malattie Rare hanno studiato alcune forme familiari di sindrome nefrosica steroido-resistente, individuando i difetti genetici che alterano proteine essenziali per lo sviluppo e la struttura di cellule renali ultra-specializzate, chiamate podociti. Queste cellule, insieme al tessuto che riveste l'interno dei vasi sanguigni (endotelio) e a quello più esterno (membrana basale), costituiscono la barriera di filtrazione glomerulare. Ulteriori studi permetteranno di capire le conseguenze dei difetti genetici per disegnare terapie specifiche ed per evitare l'uso di farmaci inefficaci e tossici.

Poi, l’individuazionedi portatori di mutazioni nelle famiglie permette di intervenire con terapie preventive prima che si manifestino i sintomi. In questo campo i ricercatori hanno contribuito in modo significativo, scoprendo che mutazioni del gene MYO1E sono causa di una forma di glomerulo-sclerosi focale-segmentaria ad esordio infantile, la quale tipicamente si manifesta con una sindrome nefrosica steroido-resistente.

Un altro importante traguardo dei ricercatori è stato lo sviluppo di un’innovativa metodica per ottenere cellule renali portatrici del difetto genetico a partire dalle cellule del sangue di pazienti affetti. In questo modo si potranno riuscire ad identificare nuovi bersagli molecolari per curare pazienti con forme genetiche di sindrome nefrosica.

L'Istituto Mario Negri è, inoltre, coinvolto anche in diversi studi clinici che utilizzano molecole innovative destinate a curare pazienti con sindrome nefrosica.

Esistono associazioni che supportano pazienti e familiari colpiti da questa malattia?

Le persone affette da sindrome nefrosica e i loro caregiver possono rivolgersi alle seguenti associazioni, impegnate a supportare sia i pazienti che la relativa ricerca scientifica.

La prima è la A.S.N.IT Onlus - Associazione Sindrome Nefrosica Italia, e la seconda è Fondazione "La Nuova Speranza” - Lotta alla GlomerusclerosiFocale ONLUS.

Erica Daina e Amantia Imeraj - Laboratorio di Documentazione e ricerca sulle malattie rare - Dipartimento di Malattie Rare

Editing Raffaella Gatta - Content manager

Tag relativi all’articolo

Pagina Inglese