February 17, 2021
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Il sistema immunitario: che cos'è, come funziona, consigli


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Il sistema immunitario è un insieme di organi e di cellule altamente specializzate con il compito di difendere l'organismo da agenti esterni, i quali possono causare infezioni.

Tutte le componenti di questo “istituto di vigilanza” si trovano sparse in diverse aree del corpo umano e comunicano tra di loro grazie a interconnessioni chiamate vasi linfatici.

Nello specifico il sistema immunitario è costituito da:

  • cellule specializzate, chiamate globuli bianchi o leucociti, capaci di circolare sia nel sangue che nei tessuti. Queste cellule si suddividono ulteriormente in granulociti, monociti e linfociti;
  • organi linfatici principali, e cioè midollo osseo e timo, e organi linfatici secondari, e cioè linfonodi, milza e tessuto linfoide associato alle mucose (tonsille, appendice e placche intestinali di Peyer);
  • proteine specializzate nel ruolo di mediatori chimici, chiamate citochine: queste proteine orchestrano le diverse risposte immunitarie, scambiandosi segnali tra di loro al fine di controllare il lavoro dei diversi organi e dei tessuti linfatici.

Come funziona il sistema immunitario?

Una normale risposta immunitaria si articola secondo questi passaggi:

  1. l’agente esterno potenzialmente pericoloso, chiamato antigene, viene scoperto e identificato;
  2. il sistema immunitario si attiva mobilitando tutti i suoi difensori, o cellule;
  3. l’antigene viene accerchiato e attaccato;
  4. l'aggressione viene domata e conclusa.

L’organo responsabile della produzione delle cellule del sistema immunitario è il midollo osseo. Quest’ultimo è un organo disperso, che si trova all’interno:

  • di alcuni tipi di ossa del nostro corpo, e cioè all’interno di quelle larghe e piatte, come ad esempio il bacino;
  • del tessuto osseo spugnoso.

Le cellule immunitarie più importanti sono i globuli bianchi che si distinguono in tre categorie: granulociti, monociti e linfociti.

I granulociti sono globuli bianchi fagociti, che “mangiano” tutti gli agenti esterni pericolosi ripulendo l’organismo e a loro volta si distinguono in:

  • granulociti neutrofili, che si cibano esclusivamente di batteri;
  • granulociti basofili, che rilasciano istamina, sostanza che innesca l’infiammazione, ed eparina, sostanza che serve per aumentare la fluidità del sangue e prevenire la formazione di coaguli;
  • granulociti eosinofili, che si cibano esclusivamente di parassiti.

I monociti rappresentano gli “spazzini” del sangue e si suddividono in cellule dendritiche e macrofagi.

I linfociti orchestrano una specifica risposta immunitaria e si dividono in:

  • linfociti B, che si sviluppano nel midollo osseo e sono le cellule responsabili della produzione degli anticorpi. Gli anticorpi sono le proteine che legano e distruggono gli agenti estranei;
  • linfociti T, che maturano nel timo e che coordinano l’intero sistema immunitario sconfiggendo tutte le cellule che vengono marchiate come estranee. A loro volta i linfociti T si distinguono in T helper (responsabili del rilascio di citochine), T Killer (che uccidono “i cattivi”), e T regolatori (che si accertano che ciò che è proprio non sia confuso da ciò che è estraneo);
  • cellule natural killer, linfociti che riconoscono e uccidono velocemente cellule infettate e/o danneggiate.

Gli altri componenti del sistema immunitario appartengono al sistema linfatico. Quest’ultimo è un sistema “a senso unico” che trasporta i fluidi da piccoli spazi presenti tra le varie cellule dei tessuti, chiamati spazi interstiziali, verso il sistema circolatorio principale.

Il ruolo del sistema linfatico non è solo quello di drenare e di filtrare ma anche di consegnare tutti gli agenti estranei agli organi che si occupano della difesa, e cioè:

  • la milza, organo linfatico principale localizzato nell’addome, che rappresenta il luogo in cui vengono portati e neutralizzati tutti gli agenti estranei;
  • i linfonodi, che rappresentano delle stazioni intermedie del sistema linfatico, dove le cellule immunitarie si moltiplicano per combattere contro un antigene specifico;
  • i vasi linfatici, che costituiscono un vero e proprio sistema circolatorio dedicato al trasporto della linfa, un fluido trasparente contenente globuli bianchi.
sistema immunitario cos'è

Quanti tipi di risposte immunitarie possono essere attivate?

Al fine di difendere il nostro organismo contro i patogeni esterni, il sistema immunitario può attivare tre diversi tipi di risposta: la risposta innata, la risposta adattativa e la risposta meccanica o chimica. La risposta innata e quella adattativa si attivano insieme, regolandosi l’una con l’altra.

La risposta immunitaria innata

La risposta innata agisce in maniera aspecifica contro qualsiasi tipo di agente esterno, anche mai incontrato prima. È una risposta capace di riconoscere le strutture comuni degli agenti patogeni ed è sempre operativa. Il suo ruolo principale è di prevenire le infezioni attivandosi in maniera molto rapida. I globuli bianchi coinvolti in questa risposta sono i macrofagi, i granulociti, i monociti e i le cellule Natural Killer.

La risposta immunitaria adattativa

La risposta adattativa si distingue dalla risposta innata per la sua specificità e per la memoria. I linfociti coinvolti sono i linfociti B e T che riconoscono l’agente esterno in maniera specifica e lo distruggono. In seguito alla prima esposizione all’antigene, che può essere un virus, un batterio o anche una vaccinazione i linfociti T e B che si sono formati rimangono per anni in circolo. Nel caso di una nuova esposizione allo stesso agente, questi linfociti “memoria” attivano una risposta più veloce e più mirata e le cellule B producono subito anticorpi più efficaci per distruggere velocemente lo stesso agente patogeno.  

La risposta immunitaria meccanica o chimica

La risposta meccanica o chimica è attivata dal nostro organismo attraverso barriere come pelle, sudore, sebo, pH gastrico, muco e membrane epiteliali delle vie respiratorie, riproduttive e urinarie.

Quali sono le malattie del sistema immunitario?

Quando il sistema immunitario funziona male, può succedere che cellule o tessuti del nostro corpo vengano scambiate per estranei, subendo così un attacco. In questo caso si parla di malattie del sistema immunitario, che si distinguono in:

  • malattie autoimmuni, e cioè quando il corpo innesca una risposta immunitaria contro sé stesso. Alcuni esempi sono il diabete di tipo 1, la psoriasi o il Lupus eritematoso;
  • disturbi da immunodeficienza o immunodeficienze, e cioè quando il corpo non è in grado di attivare una risposta immunitaria contro gli invasori esterni. Alcuni esempi sono la Sindrome di George o la neutropenia ciclica;
  • reazioni allergiche, e cioè quando il corpo sviluppa una risposta immunitaria sproporzionata nei confronti di antigeni estranei, spesso innocui, che va a danneggiare anche i tessuti normali. Esempi di reazioni allergiche sono quelle scatenate dai pollini o quelle provocate da alcuni alimenti.

Come capire se il sistema immunitario funziona bene? E come rafforzarlo?

Quando il corpo attraversa un periodo di indebolimento, invia segnali piuttosto chiari per farci capire che le difese immunitarie necessitano di un sostegno. Quando questo succede bisogna evitare rimedi “fai da te” e consultare il proprio medico, il quale consiglierà la cura migliore per guarire.

I sintomi più frequenti per capire che il sistema immunitario ha qualche problema sono:

  1. raffreddore, decimi di febbre e mal di gola ripetuti;
  2. stanchezza, debolezza e dolori muscolari costanti;
  3. difficoltà a concentrarsi;
  4. herpes, allergie e sfoghi cutanei;
  5. disturbi intestinali, causati dall’alterazione della flora batterica, principale responsabile della difesa immunitaria.

Sono parecchi i fattori che possono contribuire ad indebolire il sistema immunitario, rendendoci più pronti ad essere attaccati dall’esterno. Tra questi ritroviamo:

  • stress;
  • patologie molto comuni, come ad esempio il raffreddore;
  • un uso eccessivo di farmaci che attaccano in particolare l’apparato intestinale (come ad esempio gli antibiotici);
  • fattori ambientali come freddo, umidità e cambi di stagione;
  • un’alimentazione sbilanciata, che predilige molti carboidrati e poche proteine;
  • una vita sedentaria;
  • sonno notturno insufficiente;
  • affaticamento fisico;
  • invecchiamento, che causa inesorabilmente l’indebolimento degli organi del sistema immunitario.

Quindi, per far sì che il corpo sia sempre pronto ad affrontare qualsiasi tipo di attacco, l’arma migliore è condurre uno stile di vita sano, basandosi su questi principi fondamentali:

  1. mangiare sano ed equilibrato, assumendo cibi naturali e ricchi di vitamine e sali minerali. Prediligere il consumo di verdure e frutta fresche e di stagione e mangiare agrumi e kiwi, frutti ricchi di Vitamina C;
  2. tenersi in forma svolgendo un’attività fisica, almeno leggera;
  3. non fumare e non abusare di alcool;
  4. cercare di limitare o eliminare fonti di stress. Lo stress, infatti, influisce sul numero dei globuli bianchi che risultano meno responsivi a stimoli esterni, rendendo l’organismo più “attaccabile” da agenti che causano malattie;
  5. cercare di “dormire bene”: un sonno di buona qualità, caratterizzato da un regolare ritmo sonno-veglia, influenza positivamente il sistema immunitario rendendolo più pronto ad attivare difese immunitarie.

Integratori del sistema immunitario: è vera la loro efficacia?

Si sente spesso parlare delle proprietà immunostimolanti dell’echinacea, un’erba perenne, o dell’uncaria, una pianta rampicante conosciuta come “unghia di gatto”. Per entrambe si legge che, oltre all’azione antinfiammatoria e antiossidante, esiste anche un’azione capace di stimolare il sistema immunitario, che induce l’organismo a produrre specifiche proteine, le interleuchine, le quali contribuiscono a rafforzare le difese.

Si legge anche dell’astragalo, della rosa canina o dell’acerola, pianta sempreverde molto ricca di vitamina C ma anche di vitamina A, vitamine del gruppo B, sali minerali e flavonoidi.

Le indicazioni a sostegno dell’utilizzo di questi prodotti naturali per rafforzare il sistema immunitario non sono in realtà supportate da solide prove scientifiche. Spesso dietro tali affermazioni ci sono studi che hanno una metodologia non del tutto adeguata: per esempio i gruppi di trattamento non sono assegnati in modo casuale (non sono randomizzati) o non sono condotti su un numero adeguato di pazienti o, ancora, i parametri studiati non descrivono in modo affidabile l'efficacia nel ridurre il rischio di infezione.

In linea generale, quindi, un’alimentazione sana ed equilibrata e uno stile di vita corretto mettono al sicuro da rischi di indebolimento delle difese immunitarie.

Raffaella Gatta - Content manager

In collaborazione con Federica Casiraghi - Capo Laboratorio Immunologia del Trapianto - Dipartimento di Medicina Molecolare

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