Data prima pubblicazione
28/10/2020
September 25, 2026

Cachessia neoplastica (o tumorale): cos'è, sintomi, cure e ricerca

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September 25, 2026

Cachessia neoplastica (o tumorale): cos'è, sintomi, cure e ricerca

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La cachessia neoplastica è una condizione molto comune che colpisce fino all’80% dei pazienti oncologici. È caratterizzata da perdita di peso e massa muscolare e da stanchezza estrema. Tra le migliori strategie per prevenirla vi è l’attività aerobica: il muscolo produce infatti una proteina in grado di proteggerlo. La scoperta, fatta da Rosanna Piccirillo e dal suo team del Laboratorio di Fisiopatologia Muscolare, è al centro di nuovi, promettenti studi

Indice

Che cos’è la cachessia tumorale e qual è il significato di cachettico?

La cachessia è una sindrome che si accompagna a diverse patologie tra cui i tumori, soprattutto nella fase avanzata quando sono presenti metastasi. In questo caso si parla di cachessia neoplastica (o cachessia tumorale, due termini che indicano la stessa cosa) e l’aggettivo cachettico si riferisce a una persona affetta da tale sindrome.
La cachessia si manifesta con un graduale deperimento organico, una perdita di massa muscolare e una riduzione di peso involontaria, non causata da una dieta e che non può essere corretta completamente con un supporto nutrizionale. Va infatti distinta sia dalla malnutrizione che spesso si associa alla diagnosi di cancro, sia dalla sarcopenia, ossia la perdita di forza e funzionalità muscolare, spesso legata all’invecchiamento.
La cachessia influisce anche sulla risposta ai trattamenti anti-tumorali, che risultano via via meno efficaci.

Chi colpisce la cachessia?

Come riportano le Linee guida dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) Si stima che la cachessia tumorale si verifichi tra il 50 e l’80% dei pazienti: una percentuale che varia a seconda del tipo e dello stadio di tumore. Il tumore del pancreas, per esempio, è tra quelli che più rapidamente causano cachessia, a differenza del tumore della mammella, dove è meno frequente e più tardiva. Nella maggior parte dei casi la cachessia si manifesta negli stadi più avanzati di malattia. In generale, gli uomini sono più colpiti delle donne.

Esistono tre diversi stadi della cachessia: iniziale, conclamata e refrattaria; quest’ultimo è il più grave, a prognosi infausta. Purtroppo, la cachessia non viene ancora diagnosticata e trattata in modo efficace e circa il 20% dei pazienti oncologici muore per le conseguenze dirette di questa sindrome, a seguito di un’ingente perdita di massa muscolare (atrofia), che contribuisce all’insorgere di un’insufficienza cardio-respiratoria. Inoltre il deperimento da cachessia costringe i medici a ridurre le dosi dei farmaci antitumorali o a interromperli, contribuendo alla prognosi infausta.

Perché il tumore fa perdere muscolo: le cause

La cachessia tumorale è causata da diversi fattori che dipendono da alterazioni di processi che coinvolgono il sistema nervoso e il sistema endocrino (responsabile della produzione di ormoni). Inoltre, si riscontrano anche alterazioni metaboliche all’interno delle cellule.
Sono diversi i meccanismi che entrano in gioco per innescare la cachessia, tra cui:
- l’anoressia
- l’alterazione del metabolismo dei carboidrati
- l’accelerazione di tutte quelle reazioni e di quei processi metabolici con cui l'organismo scompone i nutrienti introdotti col cibo in molecole più semplici, liberando energia (catabolismo).

È stato dimostrato che durante la cachessia aumenta la circolazione nel sangue di molecole infiammatorie, le cosiddette citochine pro-infiammatorie come l’interleuchina 6 (IL6) o il fattore di necrosi tumorale α (TNFα). Oltre a contribuire alla perdita di massa muscolare e talvolta anche di quella grassa o adiposa, queste citochine riescono a penetrare all’interno della barriera che racchiude il cervello, causando la riduzione dell’appetito e aggiungendo così alla cachessia anche l’anoressia.

Possiamo quindi definire la cachessia come la conseguenza di un processo infiammatorio cronico, a cui spesso si associa un ridotto introito di calorie e/o il malassorbimento dei nutrienti.

I sintomi della cachessia

L’insorgenza della cachessia nel paziente oncologico è preannunciata da una serie di sintomi:
- perdita involontaria di peso corporeo maggiore del 5% in 6 mesi;
- difficoltà a camminare e a muoversi;
- stanchezza generalizzata e debolezza;
- alterazione del sonno e mancanza di appetito.
Tali segnali precedono lo stato depressivo e l’abbandono di sé, che subentra in un secondo momento.

La perdita sostanziale e involontaria di peso non va mai sottovalutata: alcuni pazienti scoprono di essere affetti da un tumore proprio dopo indagini eseguite grazie a questa importante “spia”.

Cosa fare contro la cachessia: esercizio fisico aerobico

L’esercizio fisico aerobico può contrastare la cachessia e rappresenta il miglior strumento anche per non cadere nella pericolosa spirale depressiva, causata dalla sindrome stessa, e che si può trasformare in una trappola mortale. L’attività fisica, infatti, riduce lo stato infiammatorio, aumenta la massa muscolare, aiuta a preservare i muscoli e modifica il profilo metabolico delle fibre muscolari. Inoltre, rappresenta il più potente antidepressivo naturale, in grado di migliorare l’umore.

Esistono farmaci per la cachessia? Cosa c'è di nuovo?

Non esistono ancora terapie farmacologiche efficaci, ma la ricerca sta avanzando a grandi passi. Se fino a qualche decennio fa si sapeva poco o niente di questa sindrome multiorgano, oggi stiamo capendo sempre meglio quali siano i meccanismi alla base dell’atrofia muscolare che insorge durante il cancro, e si contano oltre 200 studi clinici che puntano a migliorare la qualità di vita dei pazienti.
La completa eliminazione del tumore è la strategia più efficace, ma non sempre è possibile ottenerla. La ricerca sta puntando a farmaci in grado di mantenere non solo la massa muscolare, ma anche la forza.

A chi rivolgersi: gli specialisti della cachessia

Nella cura della cachessia il paziente può essere seguito dai medici specialisti palliativisti.
Le cure palliative non hanno come obiettivo la guarigione, ma cercano di alleviare i sintomi.
Il team completo coinvolto nella cura del paziente tumorale in cui è insorta cachessia prevede, oltre ai medici palliativisti, la collaborazione tra più figure come:
- psicologi
- nutrizionisti
- oncologi
- medici di medicina generale
- medici dello sport
- infermieri
- fisioterapisti

L’impegno dell’Istituto Mario Negri nella cura della cachessia

Il team di ricercatori del Laboratorio di Fisiopatologia muscolare, guidati da Rosanna Piccirillo, presso il Dipartimento di Neuroscienze, è impegnato da oltre 10 anni nello studio della cachessia tumorale. “Abbiamo scoperto che il muscolo sottoposto a regolare esercizio fisico aerobico produce una proteina capace di proteggere la massa muscolare stessa dalla cachessia - spiega Piccirillo - Il nome di questa proteina è musclin e attualmente stiamo esplorando la possibilità che questa molecola sia utile anche a preservare integre le ossa dei pazienti con cancro e a contrastare le metastasi ossee”.

I ricercatori del Mario Negri stanno anche cercando di comprendere perché le donne siano meno soggette alla perdita di massa muscolare durante la cachessia neoplastica rispetto agli uomini, con lo scopo di definire nuove terapie più mirate e personalizzate. Attraverso studi in modelli animali è stato scoperto che l’alternarsi delle diverse fasi del ciclo mestruale, fino alla post-menopausa, contribuisce a proteggere i muscoli e altri organi dalla cachessia. Non solo: “Il microambiente tumorale femminile - conclude Piccirillo - riduce la secrezione di citochine infiammatorie da parte del tumore, un altro fattore che, nelle donne, protegge dalla cachessia”.

Esistono associazioni di pazienti affetti da cachessia?

Il paziente oncologico affetto da cachessia e i suoi caregiver possono fare riferimento alle associazioni di pazienti per malati oncologici che si mettono a disposizione per prestare supporto e aiuto, come Aimac.

Esistono poi anche alcune società scientifiche che mettono a disposizione informazioni per aiutare i pazienti affetti da cachessia nell’ambito delle cure palliative, tra queste:

SICP: sul sito della Società Italiana di Cure Palliative (SICP) sono riportati i link di numerose associazioni dedicate alle Cure Palliative.
EAPC: la Società Europea di Cure Palliative (EAPC) fornisce informazioni circa le Cure Palliative pensate per professionisti, pazienti, familiari e volontari.

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Prima stesura a cura di

Rosanna Piccirillo - Laboratorio di Fisiopatologia muscolare - Dipartimento di Neuroscienze

Oscar Corli - Capo Unità di Ricerca nel Dolore e Cure Palliative - Laboratorio Metodologie per la Ricerca Clinica - Dipartimento di Oncologia

Raffaella Gatta - Content Manager

Aggiornamento a cura dell'Ufficio Comunicazione Mario Negri

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